La Quercia ricorda don Dante nel giorno del suo compleanno
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VITERBO - Alle 17,20 il rosario e alle 18 la messa presieduta dal vescovo Lino Fumagalli alla presenza del sindaco Giovanni Arena.

VITERBO – “Il Padre mi ha creato, il Figlio mi ha redento, lo Spirito Santo mi consola, mi consiglia e mi conforta. Mi ricordo di essere nato sotto lo sguardo ed il manto della Madonna della Quercia, tante volte invocata, filialmente e fiduciosamente… Scrivo una parola che ho nel cuore ogni volta che penso alla mia vita: grazie”. Queste le parole del vescovo emerito di Albano Dante Bernini, per noi e per tutti semplicemente don Dante, perché lui voleva fosse così, nella sua grandezza e umiltà.

Parole che come un testamento spirituale lasciò scritte proprio ai piedi della Madonna della Quercia a Natale del 2015. Oggi pomeriggio a porte chiuse ricorderemo, nel giorno del suo compleanno, don Dante (Viterbo 20 aprile 1922 – Viterbo 27 settembre 2019).

In sua memoria alle 17,20 il rosario, presieduto dal nostro parroco e rettore don Massimiliano e alle 18 la messa celebrata dal vescovo Lino. Sarà con noi il sindaco Giovanni Arena, in rappresentanza del Comune, e in ricordo di una persona a lui molto cara.

In questi giorni in cui tutti siamo stati privati di molto, in cui ci siamo scoperti tutti più fragili, impauriti, incerti, ha un significato ancora più profondo ricordare questo grande uomo di fede, tanto legato alla Madonna della Quercia, ma anche di immensa cultura, di acuta intelligenza e di profonda umanità.

Entrambi gli appuntamenti si potranno seguire in diretta sulla pagina Facebook Parrocchia Basilica Santuario Santa Maria della Quercia.

Parrocchia basilica santuario Santa Maria della Quercia

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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