La Provincia vende tutto, dal Liceo Ruffini alla caserma dei carabinieri
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Serve liquidità e la Provincia mette in vendita immobili. Fra questi anche lo stabile che ospita il liceo scientifico Ruffini, sia la sede centrale che quella vicina di Palazzo Borgognoni. E' quanto prevede il decreto firmato dal presidente Mauro Mazzola il 25 luglio scorso e che ha per oggetto: ''Piano di alienazione e valorizzazione dei beni immobiliari 2015'', proposto dai settori Edilizia scolastica e patrimonio.

Serve liquidità e la Provincia mette in vendita immobili. Fra questi anche lo stabile che ospita il liceo scientifico Ruffini, sia la sede centrale che quella vicina di Palazzo Borgognoni. E’ quanto prevede il decreto firmato dal presidente Mauro Mazzola il 25 luglio scorso e che ha per oggetto: ”Piano di alienazione e valorizzazione dei beni immobiliari 2015”, proposto dai settori Edilizia scolastica e patrimonio.

Il tutto servirebbe alla Provincia per tentare di incassare 3 milioni e 315mila euro. Oltre alla sede del liceo, però, ci sono altri immobili che la Provincia ha deciso di alienare. Come l’ex caserma dei carabinieri in via della Pace, per un milione e 767mila euro di valore; l’ex colonia di Bolsena, 2 milioni e mezzo; l’ex casa colonica della Sanmartinese, 500mila euro. E ancora: lo scheletro in cemento armato di quello che sarebbe dovuto diventare l’ospedale psichiatrico provinciale, davanti a Belcolle, 4 milioni e mezzo; l’ex questura, davanti a Palazzo Gentili, il cui valore è in corso di definizione, come quelli di altri immobili di minor valore messi in vendita.

Tutti beni di un certo spessore, dei quali la Provincia ha deciso che si può fare a meno. Altri, invece, rimarranno “in capo all’ente”. Fra i quali l’ex colonia di San Martino al Cimino, 800 metri quadrati di spazi coperti più altri 20mila di area esterna, valutata 3 milioni di euro; o ancora la caserma dei vigili del fuoco in via della Pila. Oltre 2mila metri quadrati di superficie coperta e altri 2mila e 700 di area esterna, per un valore di 3milioni e 100mila euro, che il decreto mantiene in capo all’ente per realizzare la nuova sede della biblioteca unificata di Viterbo, anche se dalla stessa data del decreto in questione, la Provincia aveva perso ogni competenza sulla cultura.

Intanto qualcuno inizia a chiedersi, che fine faranno le centinaia di studenti del Ruffini se la loro scuola verrà venduta all’asta. La risposta è piuttosto semplice, in effetti: basterà pagare l’affitto ai nuovi proprietari. Canone che dovrà essere corrisposto, poi, dalla stessa Provincia, con il rischio di andare in morosità e far sfrattare gli studenti. C’è da dire che le aste per alcuni immobili svolte l’anno scorso sono andate deserte. E a ogni asta deserta il prezzo si abbassa. Alla fine però, qualcuno si presenterà e farà l’affare. Lui, non certo la Provincia.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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