La provincia supera quota 1100 rifugiati ospitati
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Continuano gli arrivi nella Tuscia, mentre i primi cittadini dei paesi ospitanti lamentano una scarsa quantità di informazioni da chi gestisce l'emergenza

Non si placa l’arrivo di migranti nella Tuscia e i casi di Civita Castellana, Civitella Cesi e dell’ex Fiera di Viterbo sono solo gli ultimi tasselli dell’arrivo dei rifugiati nel viterbese. Mentre alla commissione di Palazzo dei Priori si discute sulle sorti della ex fiera e sull’arrivo dei container, nuovi migranti vengono sparpagliati nei centri d’accoglienza della Tuscia. Per ora il viterbese ha superato le 1100 presenze.

Dopo l’assegnazione della settimana scorsa di 130 migranti, questa settimana sono arrivati altri 21, mentre altri 12 sono in attesa di essere assegnati a una struttura del viterbese. Intanto la cittadinanza inizia a dare cenni di cedimento, sopratutto attraverso i social network, dove nei post più disparati ci si lamenta della situazione.

Ancora avvolta nel mistero il caso di Civitella Cesi, dove gli abitanti si sono riuniti in un comitato per gestire la cosa. La frazione di Blera, infatti, conta poche centinaia di residenti, ma a quanto pare la struttura del posto dovrà ospitare solo un piccolo gruppo di donne e bambini.

Fa discutere anche la scarsa quantità di informazioni che arrivano dalla Prefettura ai sindaci dei paesi dove verranno ospitati gli immigrati. Sia a Civita Castellana che a Blera, infatti, i primi cittadini hanno lamentato una poco tempestiva comunicazione da parte degli organi preposti, che magari avrebbe aiutato loro e la popolazione a capire e accettare al meglio la situazione.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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