La provincia saluta Mazzola: spazio a Palozzi fino a nuove elezioni
Mazzola
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Per le elezioni provinciali la compagine più vicina a Enrico Panunzi vorrebbe Alessandro Angelelli, sindaco di Civita Castellana, mentre i fioroniani spingono per Eugenio Stelliferi.

Chiuse le elezioni a Tarquinia, anche l’amministrazione provinciale saluta Mauro Mazzola. Mentre il Pd nel fine settimana litigava per il Congresso di Viterbo, ora ricomincerà per individuare il candidato da proporre ai Consigli comunali e ai sindaci della Tuscia. La compagine più vicina a Enrico Panunzi vorrebbe Alessandro Angelelli, sindaco di Civita Castellana, mentre i fioroniani spingono per Eugenio Stelliferi.

Il presidente della provincia viene eletto tra i sindaci della provincia tra quelli che hanno almeno 18 mesi di mandato davanti a sé. Quando decade il ruolo di sindaco, poi, si deve rinnovare il mandato, che per il presidente della provincia può durare fino a 4 anni se non decade prima da sindaco. Dopo questi 4 anni si và per forza al voto (il Consiglio invece si rinnova ogni 2 anni).

Intanto Mauro Mazzoli saluta Palazzo Gentili. Terminato il mandato da sindaco di Tarquinia, decade da presidente dell’ente. La provincia, ora, secondo regolamenti dovrebbe essere guidata dal consigliere anziano, che è Maurizio Palozzi che guiderà l’ente fino alle elezioni provinciali per il rinnovo del Consiglio e della Presidenza atteso per fine luglio.

 

Gli Stati Generali La Fune
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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