La Provincia di Viterbo aggiudica i lavori di rinforzo del ponte sulla SP Calcatese
Foto Calcatese
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CALCATA - L’intervento partirà a breve – Il Presidente Alessandro Romoli: “La riqualificazione delle strade provinciali è la nostra priorità”.

CALCATA – Il progetto di riqualificazione delle strade della Tuscia passa anche per i ponti. La Provincia di Viterbo ha infatti aggiudicato i lavori di rinforzo e adeguamento sismico del ponte sulla SP Calcatese, all’interno del territorio del Comune di Faleria. L’intervento partirà dunque a breve.

Si tratta di un importante lavoro di manutenzione straordinaria commissionato dalla Provincia di Viterbo per un importo totale di 600mila euro: l’obiettivo è di tutelare la sicurezza sia della sovrastruttura che degli utenti della strada che la percorrono.

Nello specifico, l’intervento prevederà innanzitutto la fresatura dell’attuale pavimentazione e il successivo rifacimento dell’asfalto in conglomerato bituminoso con tutta una serie di accorgimenti per il corretto smaltimento delle acque piovane; verranno poi rimosse le ringhiere in quanto al loro posto verranno installate delle barriere bordo ponte con corrimano pedonale e balaustra di sicurezza; infine verranno rifatti anche i marciapiedi.

La Provincia di Viterbo realizzerà anche delle iniezioni di miscela di calce idraulica a bassa pressione al di sotto della soletta in modo da riempire i vuoti rilevati nell’indagine preliminare e così garantire un appoggio continuo della soletta sul rinfianco.

“La riqualificazione delle strade provinciali è la priorità di questa amministrazione – commenta il Presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Romoli -. Tramite una pianificazione mirata e una continua interlocuzione con i vari comuni della Tuscia, da oltre due anni riusciamo a intervenire con sistematicità nei tratti stradali che necessitano di interventi di manutenzione. Questa è la Provincia intesa come ‘casa dei comuni’, dove si collabora insieme per la crescita e lo sviluppo della nostra bellissima Provincia”.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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