La protesta degli insegnanti alla Leopolda: "parlano di ciò che ormai è legge"
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I manifestanti si riferiscono alla riforma della scuola malvista da parte della sinistra, ma ormai approvata

Protesta di insegnanti e genitori questa mattina contro il Pd riunitosi presso le Terme Salus per la Leopolda viterbese. “Una sceneggiata organizzata dal Partito Democratico – hanno detto i manifestanti – con tavoli di lavoro e un dibattito per parlare di ciò che ormai è legge!”. I manifestanti si riferiscono alla riforma della scuola malvista da parte della sinistra, ma ormai approvata. “E parlarne con chi? – hanno aggiunto – gente, come la responsabile scuola del Pd Francesca Puglisi (ospite oggi, ndr) che mai e poi mai ha ascoltato nessuno”.

La protesta, pacifica e con cartelli aveva come tema anche quello del Termalismo. “Il sindaco e il superassessore – si legge in un cartello – spieghino ai cittadini perché hanno perso un altro anno senza fare il bando tanto pubblicizzato per riaprire le ex terme Inps. Evviva la disoccupazione”.

L’intervento delle forze dell’ordine avrebbe poi chiesto ai manifestanti di stoppare la protesta. “In Italia – dicono i manifestanti – il Governo viene contestato ovunque anche pesantemente, invece a Viterbo non è possibile”.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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