"La prossima Macchina sia scelta dai viterbesi".
Rotelli
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Mauro Rotelli e Fratelli d'Italia si complimentano con Ascenzi e poi rilanciano: "la prossima sia scelta dai viterbesi".

“Complimenti ad Ascenzi, ma la prossima Macchina sia scelta dai viterbesi”. Lo chiede Fratelli d’Italia che con una nota fa i complimenti all’artista Raffaele Ascenzi per la sua vittoria (guarda le foto e il video di Gloria) del bando per l’individuazione della nuova Macchina di Santa Rosa.

“Perché non dare seguito a quanto già deciso in consiglio comunale?”, prosegue il movimento legato a Giorgia Meloni riprendendo chiaramente un post scritto ieri sera dal “padre” politico del partito nella Tuscia Mauro Rotelli.  “Questo – spiega FdI – avrebbe eliminato anche la brutta decisione di escludere dalla commissione esaminatrice i Facchini e la Curia, con tutto quello che ne è seguito. In questi giorni, inoltre, c’è grande attenzione sulla prossima elezione del Presidente della Repubblica e anche qui, paradossalmente, i cittadini vengono chiamati a votare nei vari sondaggi il candidato preferito, poi al dunque non saranno loro ad eleggerlo. Queste sono dimostrazioni a vario livello di come la partecipazione cittadina viene troppo spesso invocata e poco applicata”.

Rotelli aveva scritto sul suo profilo Facebook: “sogno una Città in cui tutti possano votare il modello della nuova Macchina di Santa Rosa ed una Nazione in cui a suffragio universale tutti scelgano il Presidente della Repubblica”. La proposta recentemente era tornata a circolare negli ambienti della minoranza, ma senza fortuna.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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