
VITERBO – Il Covid-19 ha di fatto mandato in pensione anticipata la sala d’Ercole, luogo dove si svolgono le sedute di consiglio a Palazzo dei Priori. Una necessità, quella di garantire il rispetto delle disposizioni del distanziamento sociale, con la quale siamo chiamati a convivere a lungo. Ma anche all’interno di una prospettiva di superamento radicale del Coronavirus in un tempo ragionevole rimarrà sull’umanità l’ombra del rischio pandemico.
Un rischio che dovremo imparare a calcolare, anche in fase di progettazione degli spazi. Così il tema del superamento della sala d’Ercole irrompe nel dibattito pubblico. Si interseca con quello di una spinta, innescata in questo momento storico dalle opposizioni, alla musealizzazione del piano nobile dello stabile e proietta sulla ex sala della corte d’assise del tribunale di Piazza Fontana Grande una via d’uscita.
A teorizzarla sono le forze di minoranza Pd, area civica collegata e Movimento Cinque Stelle che, in questa fase, cercano un dialogo positivo e costruttivo con la maggioranza guidata dal sindaco Giovanni Arena. Una visione che va verso il recupero di spazio, oggi inutilizzato, all’interno dell’ex tribunale e apre scenari interessanti anche sul fronte della progettazione di una Viterbo città turistica.


















