La prospettiva: trasferire uffici comunali e consiglio da Palazzo dei Priori all'ex tribunale di piazza Fontana Grande
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VITERBO - Il Covid-19 ha di fatto mandato in pensione anticipata la sala d'Ercole, luogo dove si svolgono le sedute di consiglio a Palazzo dei Priori.

VITERBO – Il Covid-19 ha di fatto mandato in pensione anticipata la sala d’Ercole, luogo dove si svolgono le sedute di consiglio a Palazzo dei Priori. Una necessità, quella di garantire il rispetto delle disposizioni del distanziamento sociale, con la quale siamo chiamati a convivere a lungo. Ma anche all’interno di una prospettiva di superamento radicale del Coronavirus in un tempo ragionevole rimarrà sull’umanità l’ombra del rischio pandemico. 

Un rischio che dovremo imparare a calcolare, anche in fase di progettazione degli spazi. Così il tema del superamento della sala d’Ercole irrompe nel dibattito pubblico. Si interseca con quello di una spinta, innescata in questo momento storico dalle opposizioni, alla musealizzazione del piano nobile dello stabile e proietta sulla ex sala della corte d’assise del tribunale di Piazza Fontana Grande una via d’uscita. 

A teorizzarla sono le forze di minoranza Pd, area civica collegata e Movimento Cinque Stelle che, in questa fase, cercano un dialogo positivo e costruttivo con la maggioranza guidata dal sindaco Giovanni Arena. Una visione che va verso il recupero di spazio, oggi inutilizzato, all’interno dell’ex tribunale e apre scenari interessanti anche sul fronte della progettazione di una Viterbo città turistica. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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