La proposta: “Gli spazi pubblici a chi aderisce a principi antifascisti e democratici”
Arci-Viterbo
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Se la proposta dovesse essere adottata dal Comune, sostanzialmente chi vorrà utilizzare una sala comunale, dovrà dichiararsi antifascista e dichiarare di riconoscersi nei valori della Costituzione. Un fatto che dovrebbe essere considerato scontato, ma in realtà così non lo è.

Concessione degli spazi pubblici a chi si dichiara antifascista e dichiara di aderire ai principi democratici. La proposta è stata lanciata da Arci Viterbo e sostenuta dal Comitato provinciale dell’Anpi, l’associazione nazionale dei Partigiani. Una proposta di regolamento comunale che riprende quelli che sono stati approvati in alcune città italiane.

Se la proposta dovesse essere adottata dal Comune, sostanzialmente chi vorrà utilizzare una sala comunale, dovrà dichiararsi antifascista e dichiarare di riconoscersi nei valori della Costituzione. Un fatto che dovrebbe essere considerato scontato, ma in realtà così non lo è.

Nei mesi scorsi iniziative simili infatti avevano portato a grandi scontri tra amministrazioni pubbliche e forze politiche della destra. Tra queste Fratelli d’Italia che a Pontedera si era vista negare il permesso di occupazione di suolo pubblico perché si era rifiutata di firmare una dichiarazione di rispetto delle leggi in materia di apologia del fascismo e istigazione all’odio razziale, cancellando dall’autodichiarazione la parte che richiamava i reati di apologia in polemica con il Sindaco. “Non accettiamo – aveva detto Giorgia Meloni – le patenti di antifascismo dal PD”.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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