La Proloco di Viterbo cambia chiostro: prepara il Natale a La Quercia
Madonna della Quercia storia
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Dopo aver regalato alla città l’apertura straordinaria del Chiostro della Trinità, la Proloco di Viterbo quest’anno si sposta a La Quercia e chiavi in mano si prepara a regalare ai viterbesi un nuovo luogo magico.

Dopo aver regalato alla città l’apertura straordinaria del Chiostro della Trinità, la Proloco di Viterbo quest’anno si sposta a La Quercia e chiavi in mano si prepara a regalare ai viterbesi un nuovo luogo magico. La Proloco viterbese diretta da Irene Temperini, da tempo si è data alla riscoperta del territorio e di alcune perle dimenticate ai più. Perle non cadute in disgrazia, ma semplicemente fuori dal giro ordinario della quotidianità viterbese.

Dopo il periodo passato alla Trinità nel centro di Viterbo con una lunga serie di appuntamenti che hanno arricchito l’offerta culturale del Natale viterbese, quest’anno l’associazione ha infatti deciso di spostarsi presso la Basilica Santuario Santa Maria della Quercia. Un monumento viterbese a tutti gli effetti, uno dei più belli e magici della città.

Le iniziative per ora non sono annunciate, ma la decisione di spostarsi lì, sì.

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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