

VITERBO — Categoria e rigore giuridico ridanno la cattedra (e la guida) alla storica dirigente. Con un’ordinanza emessa il 18 settembre 2026 e comunicata sabato 19 settembre, il Tribunale di Viterbo – Sezione Lavoro ha totalmente accolto il ricorso cautelare presentato dalla professoressa Clara Vittori, dirigente scolastico del Liceo Classico “Mariano Buratti” di Viterbo.
Il provvedimento, immediatamente esecutivo, impone il reintegro immediato della professoressa Vittori al timone del liceo classico viterbese. Di fatto, i giudici hanno disapplicato i decreti firmati il 12 e il 15 luglio 2026 dal Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale (USR) per il Lazio, con i quali la preside era stata trasferita d’ufficio — senza il suo consenso e senza essere stata preventivamente ascoltata — all’Istituto “A. Farnese” di Caprarola.
Il Tribunale, pur muovendosi nella cornice di sommarietà tipica dei procedimenti cautelari, ha riconosciuto la piena sussistenza dei presupposti legali del fumus boni iuris e del periculum in mora. Nel dettaglio, i giudici hanno evidenziato che l’USR non ha fornito alcuna prova circa lo svolgimento di un preventivo giudizio di comparazione tra i dirigenti scolastici, passaggio obbligatorio e fondamentale per individuare correttamente la figura da assegnare all’istituto di Caprarola.
Proprio su questo punto si erano concentrate le difese: l’Ufficio Scolastico Regionale aveva infatti tentato di motivare la scelta soltanto in corso di causa, durante l’udienza dello scorso 10 settembre 2026, adducendo la necessità di garantire a una scuola complessa come quella di Caprarola — interessata da recenti e importanti riforme — una guida stabile e di provata esperienza. Una spiegazione tardiva che non ha convinto il Tribunale.
A curare la complessa vicenda legale e a ottenere il pieno riconoscimento delle ragioni della dirigente scolastica sono stati gli avvocati Luigi Sini e Federica Gigli.
La professoressa Vittori torna così ufficialmente a guidare il “Buratti”, mettendo la parola fine (almeno in sede cautelare) a un’estate di polemiche e tensioni sul fronte della dirigenza scolastica provinciale.


















