La Pro Loco di Viterbo presenta un "sogno di una notte di fine estate"
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Preparatevi a immergervi nella natura e nella magia del tempo degli etruschi. Poi alzate gli occhi al cielo e ascoltate le parole del narratore di stelle. Questo sabato 20 settembre.
La magica notte di Vulci

Etruschi, natura e narratori di stelle. Questa è la ricetta dela Pro Loco di Viterbo, in tavola per questo sabato 20 di settembre. Un modo per festeggiare le giornate europee del patrimonio e salutare l’estate.

Un viaggio tra le stelle, i racconti e le leggende che da sempre hanno popolato l’immaginario degli uomini riguardo al cielo e ai lumi. Dopo la visita al Parco Naturalistico Archeologico di Vulci, tra le rovine di una delle più importanti dodecapoli etrusche, dove la natura si è ripresa lo spazio una volta occupato dal più grande e evoluto popolo preromano che lo ha abitato, una cena insieme al chiaro di luna, aspettando la notte accompagnati da un narratore di stelle. “E quando il buio ci avvolgerà – racconta il presidente della Pro Loco Irene Temperini – ci sdraieremo e ci immergeremo nel mito che le stelle ci raccontano. Man mano che impareremo a osservare e riconoscere le costellazioni, il tempo non avrà più la stessa accezione di sempre: ci troveremo proiettati in una dimensione nella quale si aprirà davanti ai nostri occhi un enorme libro immaginario, e sfogliarlo sarà come navigare nel cosmo per cercare la soluzione a quell’enigma che da sempre avvolge di mistero la storia dell’uomo che è l’origine della vita”.

Appuntamento alle 16 a Valle Faul o alle 17 al parcheggio del parco archeologico di Vulci. Da portare: acqua, cena al sacco, sacco a pelo o teli per l’osservazione, torcia. Quota di partecipazione euro 8. Include: biglietto al parco archeologico con visita guidata, osservazione stellare. I bambini fino ai 6 anni sono esenti da quota. Dai 6 ai 12 anni 5 euro. Info e prenotazioni: segreteria@prolocoviterbo.it – 393 3232478 -328 4689226.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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