La Primavera della Tuscia: tra il "giaccone in naftalina" e il risveglio dei borghi in festa
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Nonostante il balletto delle lancette e il freddo improvviso, la voglia di luce e di uscire è ormai inarrestabile. Una Terra che "esplode" di bellezza.

INSIDE – Sulla carta è arrivata, ma fuori dalla finestra la situazione è decisamente diversa. La primavera ha fatto il suo ingresso ufficiale sul calendario, eppure sembra che qualcuno si sia dimenticato di avvisare il meteo. In questi giorni, quella “tramontanella” pungente ci ha costretti a un brusco ritorno alla realtà. Chi aveva già riposto con ottimismo il giaccone invernale nella naftalina, si è ritrovato a doverlo tirare
fuori in fretta e furia, tra uno starnuto per le allergie e il solito scompiglio portato dal passaggio all’ora legale.

Ma ammettiamolo: nonostante il balletto delle lancette e il freddo improvviso, la voglia di luce e di uscire è ormai inarrestabile. Una Terra che “esplode” di bellezza. Perché se c’è un posto dove la primavera dà il meglio di sé, quel posto è la Tuscia. Non è solo una questione di temperature, ma di colori che tornano a invadere i nostri borghi millenari. La stagione porta con sé un’agenda fitta di appuntamenti che mescolano sacro, profano e una natura straordinaria.

Ecco cosa ci aspetta nei prossimi mesi: Tuscia in Fiore: Un evento itinerante che trasforma i nostri borghi in veri giardini a cielo aperto, portando vita e profumi tra i vicoli di pietra; San Pellegrino in Fiore: Il cuore medievale di Viterbo si veste d’incanto, con installazioni floreali che rendono piazza San Pellegrino un set da favola; Peperino in Fiore a Vitorchiano: La “città fedele” celebra il connubio perfetto tra la forza della sua pietra grigia e la delicatezza dei fiori primaverili; la Festa della Madonna SS. del Monte a Marta: una delle tradizioni più sentite del Lago di Bolsena, con i suoi “Passanti” e l’omaggio floreale che profuma di storia e devozione; i Pugnaloni di Acquapendente: vere e proprie opere d’arte realizzate con petali di fiori e foglie, mosaici vegetali che celebrano la libertà e la bellezza; lo Sposalizio dell’Albero a Vetralla: un rito antico e affascinante che rinnova il legame indissolubile tra la comunità e il suo bosco, una promessa d’amore verso la natura.

Non sarà una “tramontanella” passeggera a fermare la voglia di scoprire questi tesori. La Tuscia è pronta a rifiorire tra musica, eventi e tradizioni: non resta che godersi lo spettacolo (magari tenendo il giaccone a portata di mano ancora per un po’!).

©MaurizioDiGiovancarloTusciaFotografia

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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