
Una Minimacchina non ufficiale dedicata a Santa Rosa, questo lo spettacolo andato in scena nella serata di ieri tra una manciata di viuzze del quartiere San Faustino.
Più che un evento un’iniziativa di un gruppetto di ragazzini viterbesi. Un qualcosa che era costume nei decenni scorsi in molti rioni viterbesi e il segnale di una tradizione che non morirà mai, che ogni anno sa entusiasmare e catturare.
Via del Gallo, via della Moretta e via del Pavone, questo il microtragitto. Partenza alle ore 20 e diversi curiosi intervenuti. In formazione 4 bambine e 3 bambini, 1 capofacchino e 6 facchini. La Macchina realizzata è una struttura piccolissima, con in cima una statua della santa fatta da loro. Una tradizione che entra nelle case e diventa anche momento per stare insieme, per condividere. Sotto questa Minimacchina speciale bambini di diverse etnie. Un miracolo di integrazione e una speranza per il futuro.
Il particolare aspetto è stato colto dal consigliere comunale Christian Scorsi che è voluto essere presente al trasporto e ha commentato così su facebook: “E poi ecco la sorpresa che dà il senso di come la multiculturalità e l’ integrazione siano una realtà per dei piccoli “grandi” cittadini viterbesi. La prima minimacchina multietnica parte dal quartiere San Faustino. Ed è una cosa bellissima per il grande significato che questo rappresenta”.
A rilanciare la notizia sui social ci ha pensato Viterbo Civica, che commenta attraverso il suo presidente Lucio Matteucci: “Peccato averlo saputo solamente con poche ore di anticipo. Ragazzi stranieri e ragazzi di Viterbo uniti e tutti d’un sentimento… Le rispettive famiglie che parlavano tra loro come se si conoscessero da sempre. Questo è da annoverare come un altro miracolo Di Santa Rosa. Lei è arrivata dove interessi, invidie, personalismi e divisioni non riusciranno mai ad arrivare. Onorati di aver partecipato. Non nascondo la mia emozione mentre vi scrivo queste poche righe”.


















