La presidente dell'Ail Viterbo Badini nella delegazione dell'associazione ricevuta dal presidente Mattarella
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ROMA - “Una piacevole consuetudine che si rinnova anno dopo anno – afferma la presidente Badini -. Ascoltare le parole del Capo dello Stato è sempre una grande emozione".

VITERBO – Per la Giornata nazionale contro le leucemie, linfomi e mieloma che si è celebrata il 21 giugno, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale la delegazione dell’Ail. Tra i presenti all’udienza, che si è svolta alla vigilia dell’iniziativa, la presidente dell’Ail Viterbo Patrizia Badini.

“Una piacevole consuetudine che si rinnova anno dopo anno – afferma la presidente Badini -. Ascoltare le parole del Capo dello Stato è sempre una grande emozione. La sua vicinanza e il suo apprezzamento all’associazione sono uno stimolo a fare ancora di più per i malati e le loro famiglie”. Il presidente Mattarella ha evidenziato l’importanza di sostenere la ricerca scientifica e di creare le migliori condizioni possibili per consentire ai giovani ricercatori di lavorare in Italia e non obbligarli ad andare all’estero.

“Ha avuto parole di elogio per l’attività dell’Ail a fianco della Fondazione Gimema – prosegue la presidente Badini -. Quest’attività rappresenta una delle molteplici facce della solidarietà dell’associazione, che ha nei suoi volontari la sua espressione più compiuta e bella”.

La delegazione dell’Ail era composta dal presidente nazionale Giuseppe Toro, che per l’occasione ha donato al Capo dello Stato la bandiera dell’imbarcazione protagonista e simbolo del progetto “Sognando Itaca”; dai due vicepresidenti nazionali Marco Vignetti e Rosalba Barbieri; dai consiglieri di amministrazione, in rappresentanza delle 83 sezioni provinciali; dal presidente del Comitato scientifico Ail William Arcese e dai presidenti delle Società scientifiche che operano in ambito ematologico, rispettivamente Paolo Corradini della Sie Società italiana di ematologia, Alessandro Maria Vannucchi della Sies Società italiana di ematologia sperimentale, Massimo Martino, presidente di Gitmo Gruppo italiano trapianto di midollo osseo, Andrés J.M. Ferreri della Fil Fondazione italiana linfomi, e Arcangelo Prete di Aieop Associazione italiana di ematologia e oncologia pediatrica.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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