La poltrona di Troili è risorta dalle ceneri
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Gli Stati Generali La Fune
Viterbix e La Fune anche grazie alla segnalazione del cons. Francesco Moltoni sono riusciti in anteprima a riprodurla.

La poltrona di Troili è risorta dalle ceneri! Chi non si ricorda il gesto eclatante del consigliere integerrimo che voleva mandare in pensione l’assessore Alvaro Ricci e che voleva sfiduciare il sindaco Leonardo Michelini? Così tanto che per protesta bruciò la sua poltrona nel Focarone di Bagnaia. 

Ebbene! Udite, udite… sembra che questo consigliere abbia potuto riavere la sua amata poltrona grazie al recupero certosino e mirabile di un restauratore di nome Peppe. Dicono che l’umile consigliere che abbia fatto il capolista della lista Fioroni a Bagnaia, ma comunque l’importante era recuperare la poltrona incenerita.

Anche se  un po’ bruciacchiata e malmessa la sua poltrona e stata riattaccata con quintali di colla e sembra che una parte dei soldi destinati a Bagnaia, una volta erano 400.000 ora sono soltanto 150.000, siano stati adoperati per compiere questa mirabile opera di recupero. Poi si dice politici attaccati alla poltrona la sua è stata addirittura riattaccata!

Viterbix e La Fune anche grazie alla segnalazione del cons. Francesco Moltoni sono riusciti in anteprima a riprodurla.

I miracoli della coerenza politica!

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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