La Polstrada entra nelle scuole con il progetto Icaro 16
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Un'iniziativa rivolta a tutti quei giovani che per la prima volta si mettono alla guida di un motociclo per renderli consapevoli dell'educazione stradale

È partito il progetto Icaro 16, la campagna di sicurezza stradale promossa dalla polizia di Stato in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il dipartimento di Psicologia dell’Università “La Sapienza” di Roma, la Fondazione Ania per la sicurezza stradale, il Moige (Movimento Italiano Genitori), la Federazione Ciclistica Italiana, il Gruppo autostrade Astm-Sias, le autostrade del Brennero SpA e varie aziende del settore ciclistico.

L’iniziativa persegue l’obiettivo di promuovere la cultura della legalità tra i giovani studenti delle scuole di ogni ordine e grado appartenenti a tutte le province italiane: infatti, proprio i giovani si collocano al quarto posto tra le categorie di utenti più a rischio di incidenti.

I destinatari di questa edizione, nella provincia di Viterbo, sono gli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado ”Pietro Egidi”, la cui direttrice ha aderito al progetto: i ragazzini, circa 50, hanno incontrato il dirigente della sezione Polstrada di Viterbo Porroni e i suoi collaboratori, personale appositamente addestrato per effettuare tali momenti formativi. Come accaduto nelle precedenti edizioni, gli studenti saranno coinvolti in numerose attività che li avvicineranno ai temi della sicurezza e dell’educazione stradale.

Al progetto è abbinato, come ogni anno, un concorso rivolto agli studenti e indetto dal Miur sul tema ”Due ruote in sicurezza”; si rammenta a tutti gli interessati che i progetti dovranno essere inseriti nella piattaforma www.webicaro.it entro il 30 maggio prossimo. Il progetto prevede l’effettuazione di un totale di tre incontri con gli alunni ed uno finale alla presenza dei rispettivi genitori.

Gli Stati Generali La Fune
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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