La polizia penitenziaria di Mammagialla entra in agitazione
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Dal 2009 il carcere di Viterbo ha problemi di illuminazione, quindi di sicurezza. Finora nessun appello pare sia stato ascoltato, per questo motivo la polizia penitenziaria entrerà in stato di agitazione. A comunicarlo sono le sigle sindacali degli operatori, con una nota inviata al direttore dell'istituto carcerario, Teresa Mascolo, e al provveditore regione Lazio amministrazione penitenziaria Maria Claudia di Paolo.

Dal 2009 il carcere di Viterbo ha problemi di illuminazione, quindi di sicurezza. Finora nessun appello pare sia stato ascoltato, per questo motivo la polizia penitenziaria entrerà in stato di agitazione. A comunicarlo sono le sigle sindacali degli operatori, con una nota inviata al direttore dell’istituto carcerario, Teresa Mascolo, e al provveditore regione Lazio amministrazione penitenziaria Maria Claudia di Paolo.

“Le scriventi segreterie provinciali, stante le ripetute note aventi a oggetto il ripristino dell’impianto di illuminazione dell’intero istituto (completamente spento) ad oggi inascoltate da parte dei superiori uffici, stante l’impellente necessità di riportare un livello di sicurezza adeguato alla missione dell’amministrazione, per una maggiore tutela dei singoli operatori del corpo di polizia penitenziaria, proclamano lo stato di agitazione immediato, affinché non si darà corso a una soluzione definitiva del problema esposto.

Sin dal lontano 2009, l’istituto versa in uno stato di insicurezza dovuto alla mancata illuminazione e nessuna nota sia sindacale che della direzione ha sortito alcun effetto.Vogliamo risposte prima che qualcuno si faccia male.

La direzione, seppur con notevole impegno, non ha potuto assicurare che il lavoro della polizia penitenziaria venisse svolto nelle minime condizioni di sicurezza. A breve sarà annunciata la data di una manifestazione di protesta tesa a ottenere un intervento risolutivo da parte degli uffici preposti”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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