La Polizia in campo contro la violenza sulle donne con la campagna “Questo non è amore”
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Camper, gazebo e altri momenti d’incontro per rompere l’isolamento delle vittime di violenza di genere e diffondere informazioni utili sul tema della violenza di genere.

In Italia ogni tre giorni avviene in media l’omicidio di una donna in ambito familiare o affettivo, mentre ogni giorno, sempre ai danni di donne, si registrano 23 atti persecutori, 28 maltrattamenti, 16 episodi di percosse, 9 di violenze sessuali.

Per San Valentino la Polizia di Stato ha scelto di stare vicina alle donne con la campagna “Questo non è amore” che ha previsto in tutte le province italiane camper, pullman, gazebo e altri momenti d’incontro volti a rompere l’isolamento e il dolore delle vittime di violenza di genere, offrendo il supporto di un’equipe di operatori specializzati formata da personale di Polizia, da medici, psicologi e da rappresentanti dei centri antiviolenza.

Un’idea, quella del progetto camper contro la violenza di genere che, partita a luglio del 2016, in circa sei mesi in 22 province italiane ha consentito di sensibilizzare oltre diciottomila persone, in maggioranza donne, diffondendo informazioni sugli strumenti di tutela e, soprattutto, di intervenire su situazioni di violenza e stalking che, diversamente, sarebbero potute rimanere occultate nel dolore domestico.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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