La pista ciclabile su strada Bagni alla mercé di piante e incuria
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Realizzata nel 2010 e già oggetto di dispute politiche, oggi la pista ciclabile è abbandonata a se stessa

Che fine ha fatto la pista ciclabile che dal centro storico porta alle Terme dei Papi attraversando strada Bagni? A rivelarcelo sono gli stessi cittadini di Viterbo, che tramite i social network denunciano il completo stato di abbandono sia della strada, costeggiata in ogni angolo di buche e pozzanghere, sia della stessa pista/marciapiede, che una volta finita (era il 2010) è stata lasciata lì ad attendere.

Il risultato è ben visibile dalle foto caricate su facebook, che ci mostrano una pista completamente invasa dalla vegetazione che cresce rigogliosa accanto. Impraticabile per qualsiasi bicicletta, ma anche per i pedoni, costretti a camminare sulla strada col rischio di essere travolti. Nonostante il limite di velocità imposto sia 50 km/h, infatti, le auto sulla strada Bagni sfrecciano che è un piacere.

La realizzazione della pista ciclabile, vista di cattivo occhio anche durante la sua messa in opera, costò al Comune di Viterbo 575mila euro. Nonostante le aspre critiche sulla realizzazione dell’opera fra quella che allora erano maggioranza e opposizione del capoluogo, però, la pista ora esiste e andrebbe comunque mantenuta a un livello di decenza ottimale.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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