La Pietà di Vetralla, quel dipinto nella chiesa di San Pietro che non dovrebbe essere lì
andrea natali
Gli Stati Generali La Fune
L'argomento verrà affrontato e approfondito questo sabato, 23 agosto, alle ore 17, proprio all'interno della chiesa di San Pietro a Vetralla da Andrea Natali.

La Pietà di Vetralla ma anche una Crocifisso, due dipinti murali venuti alla luce all’interno della chiesa di San Pietro ma che in realtà non dovrebbero essere lì. Con i restauri sono riemersi questi due segni del passato e oltre alla meraviglia della fattura hanno fatto riaffiorare molto interesse sulle modalità della rappresentazione.

L’argomento verrà affrontato e approfondito questo sabato, 23 agosto, alle ore 17, proprio all’interno della chiesa di San Pietro a Vetralla da Andrea Natali.

“Partendo dai due concetti fondamentali di conservazione e valorizzazione, si tratterà dei restauri effettuati nella chiesa di San Pietro che hanno riportato alla luce due dipinti murali, una pietà e un crocifisso, riconducibili alla vicenda fra Michelangelo, Vittoria Colonna e il cardinale Pole nel tentativo di riconciliazione con la chiesa luterana – spiega Andrea Natali -.

Ci si interrogherà sul perché tali dipinti siano presenti in una chiesa e sulla datazione delle opere: in un periodo in cui quelle opere non potevano più essere rappresentate in quanto non rientravano nelle codificazioni della chiesa controriformata a seguito del Concilio di Trento.

Sarà anche l’occasione per far presente, nell’ambito della conservazione dei beni culturali, l’importanza della prevenzione, che non implica un intervento diretto sul bene, rispetto all’intervento diretto che è il restauro, il quale comporta sempre una perdita di informazioni potenziali”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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