La pietà di Sebastiano del Piombo a Palazzo dei Priori, come all'epoca del Grand Tour
image
800 Monastero
La Pietà di Sebastiano del Piombo collocata in maniera stabile negli spazi oggi adibiti a ufficio anagrafe del Comune. Un'idea per migliorare l'attrattività turistica di Palazzo dei Priori, fortemente caldeggiata dal sindaco.

“La pietà di Sebastiano del Piombo deve tornare in maniera stabile a Palazzo dei Priori”, questo il sogno del sindaco Leonardo Michelini.

Ha in mente Byron, Goethe e tutti gli altri grandi intellettuali dei secoli scorsi che furono protagonisti del leggendario Grand Tour. Un viaggio che i giovani dell’aristocrazia e borghesia europea erano soliti fare in giro per il continente e con tappa obbligata in Italia. “Ho un libro dove sono raccolti lettere e altri scritti dei più grandi intellettuali dei secoli scorsi, che durante il loro viaggio passarono per Viterbo. Tutti annotano di essersi recati al Palazzo dei Priori per vedere il quadro di Sebastiano del Piombo”, ci racconta Michelini.

Se Viterbo vuole diventare una città d’arte e cultura ha bisogno di recuperare i suoi gioielli e metterli in mostra, questo in sintesi l’assioma alla base del progetto di collocare il dipinto all’interno degli spazi oggi adibiti a ufficio anagrafe. “Il quadro era collocato proprio lì, sotto i portici. Le testimonianze dicono questo e quella, auspico, deve tornare la sua sede”.

Il ragionamento del primo cittadino punta ad aumentare l’attrattività turistica di Viterbo partendo proprio dal miglioramento di Palazzo dei Priori. L’intenzione è di spostare gli uffici da sotto i portici in altri punti della città. A quel punto tutta quella metratura potrà essere utilizzata per la cultura.

Stati Generali 02 800x120
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
Masicar300x300-optimize
Foto Fisioterapy Center
domenicale post
Fune 300x300
lafune_300 x 600
monastero interno
TdP_Inalazioni
Onda
aiac_banner_01
Jeep_Compass_apex_300x300_200
asvis 2
POST FB 02