La Pietà alla National Gallery di Londra ma cosa arriva a Viterbo? Ecco il ventaglio di possibilità
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Gli Stati Generali La Fune
In tanti a Viterbo si sono chiesti: cosa avrà il capoluogo della Tuscia in cambio? Il ventaglio di possibilità contiene diverse opzioni. Palazzo dei Priori sta lavorando sulla questione.

La viterbese Pietà di Sebastiano del Piombo pronta a solcare i cieli per sbarcare nella capitale inglese e fare bella mostra di sé nella mostra, curata dalla National Gallery, avente per titolo ‘Michelangelo & Sebastiano’.

La notizia è nota da mesi, La Fune vi ha raccontato nei giorni scorsi che tutto è pronto ed è stata fissata la data dell’iniziativa: dal 15 marzo al 25 giugno del 2017. A rilanciarla lo stesso sito della televisione inglese BBC. In tanti a Viterbo si sono chiesti: cosa avrà il capoluogo della Tuscia in cambio?

Il ventaglio di possibilità contiene diverse opzioni. Palazzo dei Priori sta lavorando sulla questione. Un’ipotesi in ballo è quella dello scambio di opere d’arte. Esiste un fitto carteggio tra il Comune di Viterbo e il museo inglese dove si ipotizza l’arrivo nel capoluogo della Tuscia di un dipinto di Liberale da Verona. Una strada indicata dal critico d’arte Vittorio Sgarbi, che avrebbe in mente una mostra viterbese con il quadro inglese e quello, sempre di Liberale da Verona, custodito nel duomo di San Lorenzo. Il concretizzarsi di questa opzione dipenderà molto dalla possibilità economica, tutta da sondare, per il Comune di sostenere la mostra stessa.

In ballo però ci sono altre possibilità. E’ stato ipotizzato anche un intervento di restauro a carico degli inglesi de La Pietà. Così Viterbo non avrebbe in cambio un’opera pittorica ma si troverebbe un importante lavoro pagato dalla National Gallery. Ipotesi considerata abbastanza ghiotta, anche perché l’importante opera ha davvero bisogno di “una sistemata”.

Di certo al momento c’è sicuramente l’effetto positivo per Viterbo di avere un pezzo da novanta del proprio patrimonio in un luogo molto prestigioso e che ogni giorno macina numeri di visitatori significativi. A questo va aggiunto l’impatto mediatico positivo, che già si sta vedendo. In sostanza La Pietà porterà il nome di Viterbo su giornali nazionali e riviste specializzate. In qualche modo anche questa è promozione del territorio.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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