
VITERBO – Scorie nucleari nella Tuscia, no grazie. A trovare la formula più forte per dirlo è stato, in queste ore, il sindaco di Bagnoregio Luca Profili.
Trentenne, attitudini social e grande notorietà grazie a un comune straordinario come Bagnoregio, Profili ha piazzato – nelle ore degli “strilli” della politica – una mossa mite e fortissima. Sua la petizione, indirizzata alla presidenza del consiglio dei ministri, dove chiede di tenere lontane le scorie nucleari da un territorio che sta vivendo un percorso di riscatto attraverso la prospettiva del turismo e di un’agricoltura di qualità. Tutta roba che con un centro nazionale di stoccaggio rifiuti nucleari non va proprio a braccetto.
Morale della favola la petizione ha iniziato a viaggiare sul web e in un paio di giorni è arrivata a sfiorare le quindicimila firme. Un’onda di popolo importante e un atto che potrà avere il suo peso anche sul tavolo delle decisioni finali, tra quattro mesi.
“Siamo alla soglia delle 15mila firme per la petizione contro le scorie nucleari nella Tuscia. Non me lo aspettavo, sono sincero. Sono tanti i temi ambientali che andrebbero affrontati, lo so. Spesso si sono persi tra uno slogan ed un altro. Spesso noi, parlo di chi ricopre incarichi pubblici, non ha fatto quello che doveva, nessuno escluso. Io non sono né il portabandiera né il portavoce, sono un semplice sindaco che ha messo a disposizione la propria visibilità, per aiutare un territorio – così il sindaco di Bagnoregio Profili -.
Detto e precisato questo, vanno dette delle cose, importanti e chiare. A me non importa quale sia il governo, quali siano i partiti, che hanno dato il via a tutto questo. Credo pure, che da qualche parte questi rifiuti debbano andare. Sono rifiuti che provengono dal campo civile, sanitario, e quindi devono essere smaltiti, in qualche modo.
Sono stati individuati dei siti, ma ora si aprirà una fase di consultazione, di coinvolgimento con i territori, con le regioni, con i comuni. È vero, non possiamo essere sempre egoisti nei confronti dei problemi che riguardano l’intera nazione, ne troppi campanilisti, ma questo nostro territorio ha perso aziende, fabbriche, industrie. Il nostro futuro sta nel turismo, nell’agricoltura e dovremo cercare in qualche modo raccontare un territorio bello, intrigante, affascinate. Qui a Bagnoregio l’abbiamo toccato con mano, in questi ultimi anni. L’intera Tuscia può e deve cominciare a correre, appena il Covid ci darà tregua. Per questo oggi migliaia di uomini e donne hanno scelto di difendere questi luoghi. Non è né egoismo né campanilismo, solo voglia di un futuro sereno”.


















