La pesca al coregone nel lago di Bolsena è salva, Rotelli (FdI): "Ora potranno riaprire gli incubatori"

VITERBO - "Ora potranno riaprire gli incubatori e chi svolge la pesca al lago vedrà un po' di luce. Incontrare quegli sguardi, stringere quelle mani ripaga per interi mesi di lavoro".
ROMA – “Ieri ho incontrato i pescatori di Marta dopo lo sblocco del dossier per il ripopolamento del coregone, fermo da anni e ora realtà fino al 2028 grazie al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e alla Regione Lazio – così l’onorevole Mauro Rotelli -.
Regolamenti comunitari slegati da ogni realtà, pratiche locali stancamente ripetitive, hanno rischiato di fare sparire una grande tradizione, quella della pesca nel lago di Bolsena. Le sfide non sono finite, ma una pratica è archiviata e con successo.
Ora potranno riaprire gli incubatori e chi svolge la pesca al lago vedrà un po’ di luce. Incontrare quegli sguardi, stringere quelle mani ripaga per interi mesi di lavoro”.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi

















