La periferia di Viterbo invasa da rifiuti e ratti
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Uno spettacolo increscioso a due passi da Porta Faul, dove ratti e pantegane sono richiamati dall'inciviltà di chi abbandona i rifiuti a bordo strada

A pochi passi dalla porta di Valle Faul e dalle prime zone abitate di Viterbo, ecco lo spettacolo che si presenta agli occhi dei passanti. Una discarica a cielo aperto con tanto di ratti e pantegane a gironzolare lì vicino. Qualcosa di raccapricciante, per la quale ogni viterbese dovrebbe porsi qualche domanda.

Troppo facile, secondo noi, puntare il dito contro l’amministrazione comunale che non pulisce. La vera responsabilità è di chi, in barba alle regole, crea una discarica a due passi dal centro storico, gettando in mezzo alla strada ogni sorta di rifiuto, neanche vivessimo nel sedicesimo secolo. No, questa volta il servizio rifiuti e il Comune non c’entra nulla. Questa volta la colpa è dell’inciviltà.

Secondo la segnalazione arrivata tramite social network, infatti, gli operai di quando in quando vanno a pulire – con un notevole rischio personale, vista la dimensione dei roditori che si aggira tra l’immondizia – ma evidentemente qualcuno continua a fare dell’inciviltà il suo credo e a non rispettare l’igiene della città intera.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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