La pazza idea di scindere Bagnaia da Viterbo e annetterla a Vitorchiano. Troili: "Magari fosse possibile, sarebbe un'idea"
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Staccare Bagnaia da Viterbo e farla diventare una frazione di Vitorchiano. La pazza idea serpeggerebbe in alcuni ambienti della frazione e ci sarebbe chi sta studiano le possibilità di una simile manovra in punta di diritto.

Staccare Bagnaia da Viterbo e farla diventare una frazione di Vitorchiano. La pazza idea serpeggerebbe in alcuni ambienti della frazione e ci sarebbe chi sta studiano le possibilità di una simile manovra in punta di diritto.

Al centro dei ragionamenti l’incapacità manifesta del capoluogo della Tuscia di mettere a frutto un gioiello come Villa Lante, la madre dei giardini all’italiana. La questione è stata affrontata nel pomeriggio di ieri all’interno della prima puntata radiofonica di ‘Aspettando Sbottonati’, la nota trasmissione locale che sta scaldando i motori per tornare in pista da gennaio sempre su Radio Verde.

Il tema è stato affrontato con il consigliere di Palazzo dei Priori Arduino Troili. “C’è chi dice che se Villa Lante si trovasse all’interno del Comune di Vitorchiano avrebbe una migliore vita, più sviluppo e diventerebbe una fabbrica di posti di lavoro grazie all’indotto. Lei che ne pensa?”, la domanda rivolta al consigliere di Bagnaia.

La sua risposta? “Forse chi sostiene questo ha ragione”. Si è rivelato però scettico sulla praticabilità della strada dal punto di vista delle norme. Comunque il commento finale del consigliere è piuttosto significativo: “Magari fosse possibile, può essere un’idea”.

La questione è piuttosto interessante ed entra nella discussione pubblica. Si attendono sviluppi. Inviate a La Fune (info@lafune.eu) i vostri commenti e pareri.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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