La paura dei pitbull in centro, 5 le aggressioni nell'ultimo anno e mezzo a cani di piccola taglia. Non sempre i proprietari delle vittime denunciano
San-Faustino-Viterbo
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La situazione è diventata insostenibile e sono in molti a chiedersi cosa accadrebbe se a essere attaccato fosse un bambino piccolo.

VITERBO – C’è un problema con i pitbull, o meglio con alcuni loro proprietari, nel centro storico del capoluogo della Tuscia. Lo scorso 8 luglio l’ultimo grave episodio in ordine cronologico: un cagnolina di piccola taglia azzannato e brutalmente ferito mentre passeggiava al guinzaglio. Il fatto si è verificato sulle scalette di via Bellavista, a pochi passi da piazza San Faustino.

Per l’animale l’attacco non è stato mortale ma ha riportato una brutta ferita che ha reso necessario il ricorso d’urgenza al veterinario. Il fatto, diventato di dominio pubblico nelle ultime ore e oggetto di tanti discorsi presso la cittadinanza, ha riacceso nella mente di tutti quanto accaduto lo scorso 30 di aprile. Era una domenica sera quando un pitbull azzannò, tranciandogli la testa, un altro cane di piccola taglia. Episodio che fu un vero e proprio shock per tutti.

Ma non sarebbero questi due gli unici episodi consumati nel centro storico di Viterbo con la medesima dinamica. Non sempre infatti le vittime denunciano. Abbiamo avuto testimonianza di almeno altri tre episodi: in via Marconi, via Emilio Bianchi e ancora in piazza San Faustino. In uno di questi sarebbe morto un altro cane, sempre per l’attacco di un pitbull. In quel caso il proprietario, un ottantenne, terrorizzato per quanto accaduto e per una serie di situazioni verificatesi in concomitanza non avrebbe neanche sporto denuncia.

La situazione è diventata insostenibile e sono in molti a chiedersi cosa accadrebbe se a essere attaccato fosse un bambino piccolo. Con tutti questi fatti gravi a fare da sfondo diventerebbe quasi un concorso di colpa il non essere intervenuti in maniera radicale a stroncare quanto accade. E in effetti, dopo l’ultimo episodio di via Bellavista, qualcosa anche ai piani alti della città si sarebbe smosso. Si ragionerebbe sull’introduzione di un obbligo di museruola per i cani di grandi dimensioni portati a circolare nel centro della città.

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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