
“E’ la politica bellezza”, potremmo dire parafrasando Humphrey Bogart. La Provincia di Viterbo entra in un tunnel la cui lunghezza al momento è difficile calcolare. Alla fine ci sarà comunque un muro. Quello che sappiamo e di cui possiamo avere certezza è in realtà un qualcosa di molto semplice: la partita delle prossime europee si sta giocando sulla pelle dell’amministrazione Meroi.
Ieri sera la consegna delle dimissioni degli assessori Piero Camilli e Federico Fracassini per Fratelli d’Italia, annunciate dal portavoce Paolo Bianchini, che sembrerebbero destinate a fare il paio con quelle di Franco Vita e Andrea Danti (su questo punto arrivano informazioni non chiare). L’unico a rimanere sul tavolo dovrebbe essere il presidente del consiglio provinciale Francesco Bigiotti. Sarà lui a dare le carte nelle prossime giocate di questo poker tutto interno al centrodestra viterbese.
Marcello Meroi, stando a quanto dichiarato nei giorni scorsi, dovrà oggi nominare la giunta tecnica. Salvo, a questo punto clamorosi, colpi di scena dell’ultima ora. Era stato lo stesso presidente a dare l’aut-aut alla sua maggioranza: o entro martedì sera trovate un accordo sulla giunta o nomino quattro assessori tecnici. La mossa di Fratelli d’Italia e Udc (?) nel tardo pomeriggio di ieri di fatto sono servite a sgombrare il campo al numero uno di via Saffi, evitandogli l’imbarazzo di dover rimuovere lui stesso Camilli, Fracassini, Vita (?) e Danti (?). Non pervenuti gli assessori del Nuovo Centro Destra. Non conosciamo, al momento, se esistono anche le loro dimissioni o meno.
Sappiamo che ieri pomeriggio a Palazzo Gentili le diplomazie si sono incontrate. Fino a una certa, fino a quando gli “strilli” sempre più forti non hanno fatto intendere chiaramente che non ci sarebbe stato nulla da fare. Intesa non possibile e note stampa diffuse da FdI e Udc a sancire la fine dei giochi. Silenzio dal Nuovo Centro Destra.
Ora tutti si chiedono: l’amministrazione tecnica Meroi avrà la vita di una tartaruga o di una farfalla? Quando sarà convocato il prossimo consiglio? Chi sfiducerà il presidente, fischiando di fatto lo “sciogliete le righe” del tutti a casa?
Non resta che guardare questa situazione da una certa prospettiva, quella delle elezioni europee di primavera. Soltanto spostando l’ottica su Bruxelles e i movimenti in terra di Tuscia finalizzati a eleggere eurodeputati dei diversi partiti all’Altiero Spinelli d’Oltralpe che si può intendere quanto è accaduto e sta accadendo. Una guerra tra partiti politici, un tempo uniti e oggi “l’un contro l’altro armati”. Il gioco messo in atto dal Nuovo Centro Destra è semplice: ridurre la giunta a quattro per togliere assessori provinciali, e il loro conseguente peso nella prossima competizione elettorale, a Fratelli d’Italia. Il tutto nel nome della “guerra santa” tra NCD e FdI per la conquista dell’elettorato di centrodestra. Fratelli d’Italia non hanno assecondato il gioco e tenuto il punto, trovando un alleato fedele nell’Udc.
La corda ora è stata tirata al massimo e Meroi nelle prossime ore sancirà di fatto “il tutti a casa” per tutti i sette assessori della sua ormai ex giunta: due Udc, due Fdi, tre NCD. Alla fine della fiera chi ha perso di più in questo tiro alla fune sembra essere proprio il Ncd. Tre assessori fuori gioco ma soprattutto un partito ancora da strutturare sul territorio. Cosa diversa è invece Fratelli d’Italia, passato già al collaudo con le scorse regionali e le comunali nel capoluogo della Tuscia. Il più succoso bacino elettorale. Un discorso a parte, ma ne parleremo prossimamente, va poi fatto sulle candidature e sul prevedibile frazionamento degli alfaniani viterbesi a sostegno dell’uno o dell’altro candidato in corsa. Sulla provincia quindi si è giocata la partita delle europee, che deve avere ancora i suoi sviluppi.
Meroi resta al comando di un guscio vuoto, dovendo ricorrere ai tecnici, nella speranza che nessuno della sua maggioranza abbia mai il coraggio di chiudere la partita, togliendo la fiducia.


















