La partita "a crescere" di Forza Italia nella Tuscia
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Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - Occhio a Forza Italia verrebbe da dire. In casa degli azzurri c'è grande movimento e non mancano le mosse nello scacchiere della campagna acquisti. Alcune già andate in porto e altre da vedere nelle prossime settimane. 

VITERBO – Occhio a Forza Italia verrebbe da dire. In casa degli azzurri c’è grande movimento e non mancano le mosse nello scacchiere della campagna acquisti. Alcune già andate in porto e altre da vedere nelle prossime settimane. 

Due le scadenze elettorali: il rinnovo del consiglio provinciale, dove occorre “arruolare” chi già è consigliere nei comuni della Tuscia; e le europee della primavera 2024. I “berluscones”, perché lo rimangono anche se il Cavaliere non c’è più, si stanno dando da fare in tutta Italia e nel Viterbese non stanno di certo con le mani conserte. 

Nei giorni scorsi l’ingresso dell’ex numero uno della Lega sul territorio Umberto Fusco, mossa che non è da escludere possa  portare nella casa azzurra anche altri uomini del Carroccio locale in tempo utile per il voto su Palazzo Gentili. Ma la “campagna acquisti” ha prodotto già altri ingressi, utili per le europee.  

Non è passato inosservato lo smarcamento in sala d’Ercole di Elpidio Micci, che saluta la civica con cui è stato eletto per posizionarsi in un più confortevole gruppo misto. Ma chi conosce la politica sa bene che quando un “cavallo politico” fa la mossa del gruppo misto ci troviamo di fronte all’anticamera di decantazione per nuovi scenari. E non è difficile scommettere, e vincere, su un ritorno in pompa magna di Micci tra i forzisti. Un passaggio pesante nell’immediato, visto il peso dei consiglieri viterbesi nelle votazioni provinciali, ma anche nella prossima primavera. Dopotutto Micci rimane mister preferenze nel suo feudo di Grotte Santo Stefano. 

Evidente un certo rispolvero di attività di Giovanni Arena e Giulio Marini, non proprio due dilettanti della disciplina politico-elettorale. Quindi Forza Italia nella Tuscia è viva e vegeta e pronta a dare battaglia, a chi sta nell’altro campo ma anche a vicini di avventura. Anche perché il voto o va da una parte o va dall’altra, non può essere moltiplicato e parafrasando i latini “voto mio, no voto tuo”.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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