La parte monumentale e storica di Viterbo invasa dal guano dei piccioni
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VITERBO – Gli escrementi dei piccioni rappresentano un danno per i monumenti, un rischio per la salute dei cittadini e un danno d’ immagine per Viterbo. Tutto questo in un periodo dell’ anno in cui la città dovrebbe essere perfetta, pronta ad accogliere il turismo primaverile.

VITERBO – La parte storico-monumentale di Viterbo è invasa ed imbrattata dal guano dei piccioni. Gli scorci più belli e caratteristici sono pieni di escrementi che nessuno rimuove da anni.

Gli escrementi dei piccioni sono responsabili dei danni da corrosione alle strutture e di un forte degrado cittadino.
Ma il pericolo più grave è derivato dal fatto che il guano porta con sé agenti patogeni e parassiti, derivanti dagli escrementi e dai resti dei volatili morti, veicoli di trasmissione di malattie infettive come la salmonellosi, l’ornitosi, la borrelliosi, la toxoplasmosi, l’encefalite e la tubercolosi.

I batteri si espandono liberamente nell’aria e giungono nei luoghi pubblici e nelle aziende, contaminando oggetti di uso quotidiano e persino il cibo.
La contaminazione fecale dell’ambiente, la polverizzazione e dispersione del guano, la presenza di nidi negli edifici, causano danni talvolta irreparabili, sono occasione di diffusione e di contagio di malattie infettive all’uomo.

Tutto questo costituisce un danno all’immagine della città che in questo periodo dell’anno dovrebbe apparire perfetta e ben curata, pronta ad accogliere i primi turisti nelle giornate di primavera.

Le foto sono state riprese dalla pagina Facebook “Viterbo Centro Storico Chiuso”.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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