"La parola che non muore", arriva il Festival di Arti e Bellezza a Civita di Bagnoregio
Civita di Bagnoregio
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Parte dopodomani "La parola che non muore" il Festival dell'arte e della bellezza a Civita di Bagnoregio. Una tre giorni in compagnia di grandi artisti per parlare di letteratura e cinema. Ci sarà spazio anche per i contest per artisti emergenti e ampia spazio verrà dato alle nuove generazioni. Anche le scuole protagoniste della manifestazione con concorsi.

Aprirà il 2 ottobre a Civita di Bagnoregio “La parola che non muore”, il festival delle arti e della bellezza nato dalla collaborazione tra Comune di Bagnoregio, Casa delle Letterature e Festival delle Letterature di Roma. Nella spettacolare cornice della rocca del paese una serie di splendidi incontri, eventi e contest. Il festival, infatti, si propone di risvegliare la magia di questo luogo, in una tre giorni con un programma ricco di artisti. L’arte del cinema è raccontata in un dialogo aperto fra autori e registri di fama: Giordano Meacci e Francesca Serafini (sceneggiatori di ”Non essere cattivo”, l’ultima opera di Claudio Caligari, premio della critica Venezia 2015), Roberta Mattei (attrice del film ”Non essere cattivo”) e Giuseppe Sansonna (regista e autore, tra gli altri, del documentario di successo ”Zemanlandia”).

Nello stesso ambito saranno proiettati estratti da film e cortometraggi. La poesia è protagonista di ogni serata. Si inizia con ”Di Voce In Voce”: alcuni big della poesia italiana presentano giovani talenti. Silvia Bre, Carlo Carabba, Isabella Leardini, Vittorio Lingiardi, Antonio Riccardi, Davide Rondoni, Ottavio Rossani si alterneranno sul palco con i talenti delle nuove generazioni.

Poi c’è una ”Una Difficile Eredità”: le attrici Sandra Ceccarelli e Simonetta Solder leggono una selezione dei classici più amati della poesia italiana al femminile: Amelia Rosselli, Alda Merini, Ada Negri, Maria Luisa Spaziani. La sezione ”Dante e gli Altri” vedrà in scena la Divina Commedia in incredibili e inedite versioni dialettali. A guidare il tutto Pina Basile, con la partecipazione straordinaria del grande poeta dialettale Franco Loi. La storie e la letteratura seguono percorsi emozionanti in due incontri. ”Cosa Resta da Fare della Letteratura” con Leonardo Colombati, Vittorio Giacopini, Paolo di Paolo, Beppe Sebaste che dialogano su cosa fa ancora battere il cuore dei lettori. ”Parole senza Barriere” che porta a Civita il tema delle grandi migrazioni mondiali. Onestà, prospettive sul futuro e ricerca della bellezza con Maria Camilla Brunetti, Graziano Graziani, Riccardo de Gennaro, Antonio Pascale.

A scuola di noir con: Francesca Bertuzzi e Fabio Mundadori. La parola immaginata, il mondo del futuro con: Milton Fernàndez, Valeria Noli, Gioacchino Onorati, Maurizio Pallante, Lucilio Santoni. La Commedia è giovane! La Divina Commedia recitata dai giovani, a cura di Edda Cancelliere. Le Parole nelle Note: ad accompagnare le letture, musiche di Stelvio Cipriani e Giovanni Rancan.

Ampia partecipazione giovanile con un contest dedicato alle scuole che potranno creare i loro componimenti. In palio libri, vocabolari e la possibilità di dare voce alle proprie emozioni. Sarà lanciata sul web anche #evvivacivita, la campagna virale e interattiva per raccontare Civita (patrimonio dell’umanità) attraverso le storie personali di chi passa da qui. #evvivacivita è un inno di gioia e un modo per affermare che Civita è viva. Sarà anche lanciata ”Civita Chain Tales”. Il nome è mutuato dalle chain novels, con una storia che si arricchirà di volta in volta di un nuovo anello. È una catena infinita di trame, personaggi e autori che verrà lanciata dal festival per un esperimento di scrittura collettiva che vedrà, nello splendido borgo, il lancio del primo anello della catena.

E’ stato creato anche uno spazio web dedicato al festival (www.laparolachenonmuore.com), attivo tutto l’anno e concepito come un archivio di storie dove saranno visibili e consultabili le trame e i video raccolti attraverso le campagne interattive e virali e nei tre giorni del festival.

Non c’è posto migliore per un festival che racchiude in sé tanto splendore, se non Civita di Bagnoregio. Il poetico borgo da sempre protagonista di opere cinematografiche di respiro internazionale, da Totò a Miyazaki. Impossibile mancare dunque a questa favolosa carrellata di tre giorni di arte, bellezza, poesia e magia.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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