
SPECIALE SANTA ROSA – La notte del tre settembre è ormai alle spalle e, dopo avere osservato quanto accaduto in questi giorni, vogliamo stilare un bilancio della manifestazione.
Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa: voto 9. La macchina umana ha funzionato come un orologio svizzero. Le cene in piazza, le cene tecniche, il “sollevate e fermi” della “mossa” e l’arrivo al sagrato sono stati da record. Sicuramente ha aiutato la perfetta conoscenza di Gloria, giunta al suo settimo e ultimo Trasporto, ma è anche vero che l’idea di Nello Celestini e dei fondatori è giunta a maturazione.
Massimo Mecarini: voto 8. Il presidente è nel pieno della sua maturità come ruolo. Mecarini si muove con disinvoltura su tutti i tavoli in cui i Facchini sono chiamati. Li ha rappresentati anche all’interno della commissione per la scelta della nuova Macchina. E’ il volto tranquillo e consapevole del Sodalizio.
Sandro Rossi: voto 8. Stiamo parlando del capofacchino più longevo della storia. Uomo capace di empatia con i suoi e di accarezzare i sentimenti di un’intera città. Ha regalato quest’anno una grande emozione ai comandi del primo “sollevate e fermi” della Minimacchina del centro storico.
Chiara Frontini: voto 8. La sindaca, dopo diverse sbaffature dell’anno 2022, ha saputo correggere il tiro e prendere il toro per le corna. Nonostante le difficoltà e i cambi rispetto al passato, come il passaggio del Trasporto da evento religioso a pubblico spettacolo, ha saputo fare fronte e muoversi nella maniera tecnicamente corretta. Di fatto questo del 2023 è stato il Trasporto più sicuro di sempre, un altro piccolo passo di crescita per l’intera città.
Vescovo Orazio Piazza. Non ci permettiamo di valutare il vescovo, per rispetto. Però qualcosa anche su di lui va scritta. Ha colto in pieno lo spirito della festa e ha saputo regalare parole illuminanti a ogni intervento.
Fiorillo team: 9. La Macchina era davvero perfetta. Non ci hanno lavorato, l’hanno amata. Questo fa tutta la differenza del mondo e si è visto. Grazie.
Trasporto: voto 9. L’ultimo passaggio di Gloria ha saputo emozionare. Bellissimo il momento regalato dai facchini prima di uscire dalla Macchina al sagrato, con il ricordo del mai dimenticato “Baffino”.
Sedie e tribune: voto 7 meno. Ci sono stati malcontenti e alcuni disagi. Chi aveva le sedie a piazza Fontana Grande si è visto dire che non poteva accedere una volta arrivato a via delle Fabbriche. Tutto risolto con un confronto sereno. In piazza le sedie a pagamento non erano state delimitate da transenne, con qualche fenomeno di “invasione di campo” da parte di liberi cittadini che hanno voluto prendere qualche libertà di troppo. Servirebbe più cura dei dettagli. Per il resto il sistema ha funzionato.
Eventi a Valle Faul: voto 8. L’idea ha funzionato ed è stata premiata da circa 18mila presenze nella due giorni. Si è capito che oltre a un parcheggio abusivo (perché non doveva essere un parcheggio e perché è assurdo un parcheggio gratis quando sopra c’è il Sacrario a pagamento) quello spazio può essere molto di più.
Fiera: voto 5. Purtroppo negli anni è andata peggiorando. Non è un fenomeno solo viterbese ma del sistema fiere in generale. Forse è necessario immaginare una città diversa per il giorno del 4 settembre. Va bene il mercato ma forse servirebbe uno sforzo per andare oltre.
Minimacchine: voto 8. Tre esempi di impegno e capacità. Centro storico, Pilastro e Santa Barbara sono entrate nella tradizione e stanno coltivando preziosi vivai per il futuro.
Pino Loddo: voto 10. Un esempio davvero. Mezzo secolo da capofacchino del Pilastro. Lui che era amico di Nello Celestini e che il senso di questa festa ce l’ha nel sangue e nel dna ha sempre saputo lavorare con umiltà, impegno, capacità e modestia. Grazie.
Lux Rosae: voto 8. L’idea è davvero di quelle importanti. Andrebbe valorizzata meglio magari mandando in streaming anche la staffetta dal Vaticano a San Sisto.


















