La pagella della sindaca Chiara Frontini: voto 7. Capacità di immaginare il cambiamento e costruirlo, dente dolente il Rocchi
Foto Chiara Frontini
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VITERBO - Complessivamente per il 2023 Chiara Frontini è stata un buon sindaco. Anche se sarà possibile davvero misurarla solo alla fine del 2024 perché è proprio quello che si apre l'anno decisivo per la sua amministrazione. 

VITERBO – Fine d’anno, tempo di bilanci. Come da tradizione La Fune ha voluto tirare una riga sull’operato a Palazzo dei Priori e abbiamo deciso di preparare una pagella per la sindaca Chiara Frontini.

Il voto complessivo per il 2023 che ci sentiamo di dare è sette, in una scala che va dall’insufficienza (4) all’eccellenza (10). Giudichiamo come buono l’operato della prima cittadina che, con il suo arrivo, ha cambiato di fatto le dinamiche politiche all’interno del palazzo da cui si amministra la città. La vittoria del Patto Civico ha di fatto consegnato alla città un nuovo schema di governo che vede una maggioranza priva di protagonismi, desideri di caratterizzazioni, esigenze partitiche di primazia o competizione con le altre forze di coalizione. Il fattore nuovo è la compattezza, come messo in evidenza dall’approvazione in appena due giorni e senza intoppi del bilancio di previsione. Rispetto al passato emergono poco i consiglieri, che prima emergevano essenzialmente per le loro partite di contrapposizione interna alla maggioranza stessa, le sparate sui giornali e i voti contro o i distinguo. 

Emerge anche poco l’opposizione, o meglio le opposizioni. Che al di là dei proclami, delle espressioni retoriche e simili non hanno grande forza e visibilità. 

La sindaca ha mostrato in questo 2023 fermezza e determinazione. Ha costruito, passo dopo passo, la sua azione politica rimanendo ferma davanti alle critiche, ai tentativi di tirarla per la giacchetta, i giochetti classici di chi si erge a rappresentante di chissà quale massa di cittadini o a rappresentante dell’intera categoria dei viterbesi. 

La bravura dell’azione di Chiara Frontini in questo 2023 sta molta nell’essere riuscita a mettere a terra i progetti del PNRR. La programmazione e l’avanzamento di quei lavori, che valgono milioni, è in ordine e darà i suoi frutti nel 2024. Dentro quei progetti ci sono azioni destinate a innescare un cambiamento, che poi era quello che la Frontini della campagna elettorale aveva promesso. 

La passeggiata intorno alle mura, le piste ciclabili e le riqualificazioni di ex Tribunale, Genio, Sant’Orsola, Zaffera, il completamento di Sallupara andranno a cambiare davvero il volto di Viterbo. Sulle ciclabili dovrà faticare non poco a farne comprendere ragioni e benefici nella qualità della vita dei cittadini. Si tratta infatti di un tema che incide profondamente sulla mentalità locale e finché il progetto non sarà completato, corretto da possibili errori e inaugurato ufficialmente non mancheranno polemiche e lamentele. 

Come giornale siamo convinti che proprio le ciclabili rappresentino un punto significativo di cambiamento e miglioramento di Viterbo. Siamo consapevoli dei problemi, dei disagi e di tutti gli appunti che possiamo fare ma crediamo anche che tenere tutto come è sarebbe un fallimento per Viterbo. Sarebbe bruciare l’ennesima occasione. 

La passeggiata intorno a Viterbo è destinata a migliorare l’impatto visivo del centro storico e la qualità della vita dei cittadini. Anche qui servirà attendere la fine dei lavori per capire davvero la portata del cambiamento innescato. 

La sindaca ha centrato, in questo 2023, sia il Trasporto della Macchina e i festeggiamenti per Santa Rosa che il Natale. Con la consapevolezza che Viterbo non è New York e che anche l’asticella delle pretese non può essere spostata più di una certa altezza possiamo affermare tranquillamente che il Natale viterbese abbia funzionato. 

Quello che non c’è piaciuto è quanto accaduto intorno allo stadio Rocchi. Lì Frontini deve impegnarsi di più, ravvedere alcune posizioni e idee e agire tutelando due cose: lo sport nascente delle giovanili, su cui era stato fatto un lavoro splendido, e il fatto che Viterbo possa avere una squadra di calcio dignitosa. 

Altra cosa che non ci è piaciuta è la tiepidezza con cui Frontini sta affrontando il tema della movida. Dopo i disastri combinati nel passato ci si attendeva una reazione energica capace di ridare la notte ai giovani ed economia ai locali. Sono state fatte proroghe sugli orari ma “il pacco per la notte” continua a fare danni. Qualcuno dovrà pur scartarlo. 

Nel 2023 non è stata messa ancora mano alla città turistica. Viterbo continua a essere una città poco “leggibile” per il visitatore. A dispetto di ciò invece stanno aumentando le presenze e i flussi. Ma riteniamo che sia più un trend che un merito di chi amministra la città. Migliora la situazione del centro storico, tante le aperture di attività che andiamo a registrare e c’è una centralità nell’azione amministrativa sul tema del centro. 

Silenzio sulla città termale. Sarà un lavoro per il 2024? Ce lo auguriamo. 

Vediamo il 2023 come un anno di preparazione per la sindaca Frontini, dove il massimo delle energie è stato messo sui fondi PNRR e sul tamponamento delle emergenze. Di positivo riscontriamo la fermezza, la resistenza ai tentativi da diverse parti di costruire nuvole polemiche, la volontà di costruire e migliorare la città. C’è chi la critica e non sono pochi ma propri a questi la sindaca dovrà rispondere con una migliorata capacità di governo della città. 

Complessivamente per il 2023 Chiara Frontini è stata un buon sindaco. Anche se sarà possibile davvero misurarla solo alla fine del 2024 perché è proprio quello che si apre l’anno decisivo per la sua amministrazione. 

 

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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