La nuova sede della Fondazione Caffeina apre con Ronald Balson
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Domani alle 18 primo appuntamento nel Circolo Cittadino con la presentazione del libro "Ogni cosa è per te"

Ronald Balson presenta il suo nuovo romanzo “Ogni cosa è per te” alla sala della biblioteca del Circolo Cittadino. L’appuntamento, il primo organizzato nella nuova sede della Fondazione Caffeina in via dei Pellegrini 23, è per domani, venerdì 10 giugno, alle ore 18.

Balson, vincitore del Premio selezione Bancarella e già autore di Volevo solo averti accanto, esordio rivelazione del 2015, per mesi in vetta alle classifiche italiane e tradotto in mezzo mondo, sarà intervistato da Giorgio Nisini. “Un nuovo avvocato diventato bestsellerista protagonista di una bella fiaba editoriale”, ha scritto Bruna Giordani sulla Stampa.

Primo ospite straniero del Circolo Cittadino, in Ogni cosa è per te, edito da Garzanti, Balson racconta una storia potente sulla forza dei sentimenti che abbatte le barriere dell’intolleranza e dei conflitti che insegna come l’amore possa valicare ogni confine senza arrendersi mai. Sophie è figlia di un amore proibito. Di un amore impossibile. Perché suo padre è ebreo e sua madre palestinese. Entrambi hanno lottato contro tutto e tutti per restare insieme. Eppure solo la fuga ha permesso loro di non rinunciare a quel legame speciale che li unisce. Sono dovuti scappare negli Stati Uniti per diventare una famiglia. È lì che è nata Sophie. Ma proprio quando credevano di essere al sicuro, tutto cambia: la madre di Sophie muore all’improvviso e il nonno materno della bambina, che non ha mai accettato quel matrimonio, la rapisce per portarla in Palestina.

C’è una persona che deve ritrovarla a ogni costo: suo padre. È pronto a tutto pur di poterla riabbracciare. Ed è allora che capisce che è un’impresa troppo difficile da affrontare da solo. Inaspettatamente un aiuto arriva da Catherine, che è avvocato, e da Liam, un investigatore privato. Solo loro credono in lui. Solo loro credono che l’amore sia un sentimento più forte dell’odio, della paura, della tradizione che diventa cecità. Un sentimento per cui nessuna sfida è mai troppo grande. Perché il destino sembra scritto, ma a volte ci vuole solo coraggio per cambiarlo, per scrivere una pagina nuova della Storia.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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