La nuova fontana di Valle Faul invasa da sporcizia e melma
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La segnalazione dei cittadini preoccupati per l'incolumità dei ragazzi e per il grande spreco che si va consumando nella nuova area

Non ha ancora compiuto un anno di età, ma la nuova fontana di Valle Faul è già nell’occhio del ciclone. A destare l’indignazione dei cittadini che hanno segnalato il caso, sono le condizioni in cui versa l’opera a pochi mesi dalla sua realizzazione. Come sempre, infatti, non basta realizzare qualcosa e lasciarla lì, ma serve cura e manutenzione per completare un lavoro.

Ed è proprio la manutenzione che sembra manchi alla fontana di Valle Faul, che dopo alcuni mesi si sta già riempiendo di muschio e licheni, oltre che di rifiuti gettati da qualche astuto passante. Le bocchette dalle quali fuoriesce l’acqua, infatti, in poco tempo stanno diventando verdi, come verde è l’acqua che si raccoglie nelle ampie vasche laterali.

La piattaforma su cui ricade l’acqua è completamente ricoperta da una melma verdognola, il che la rende un pericolo a cielo aperto per tutti quei ragazzi che in questi giorni stanno approfittando del sole per uscire nei parchi della città. La parte peggiore, comunque, rimangono le vasche che raccolgono l’acqua della fontana: muschio e licheni hanno già preso il controllo della zona in cui ricade l’acqua, mentre su un lato del fossato iniziano a concentrarsi bottigliette di plastica e rifiuti.

“Com’è stato possibile progettare in questa maniera un’opera così importante e finanziata da fondi europei?” Si sono chiesti i cittadini che hanno segnalato a La Fune il degrado raggiunto dalla fontana in questi pochi mesi. L’altra domanda che si pongono è se l’amministrazione comunale abbia affidato a qualcuno la manutenzione della fontana, perché un’opera del genere ha bisogno di cure continue per difendersi dalla melma e dai rifiuti, altrimenti da qui a un anno sarà l’ennesimo monumento realizzato e abbandonato a se stesso, nella vana speranza che possa pulirsi e gestirsi in completamente autonomia.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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