La nuova chiesa di Villanova è salva, il consiglio approva la variante del Murialdo
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Il consiglio comunale dà il proprio ok alla variante del Murialdo, che assicura il completamento senza problemi della nuova chiesa di Villanova.

La nuova chiesa di Villanova è al sicuro, il consiglio comunale ha dato l’ok alla variante del Murialdo. Le due operazioni edilizie sono strettamente legate e figlie di una legge regionale dell’era Polverini. Legge che consente la realizzazione dei luoghi di culto attraverso la cessione in contropartita al costruttore di una cubatura, da sfruttare in appartamenti, pari al volume della chiesa che si va a realizzare.

Una norma che ha permesso alla curia viterbese di pensare a un nuovo edificio di culto, al servizio del popoloso quartiere viterbese, dando al costruttore la possibilità di realizzare abitazioni nel quartiere Murialdo. Precisamente sul terreno dell’ex collegio del Fanciullo, nell’area delle strutture sportive.

Una partita su cui nelle settimane scorse si è sollevato un grande polverone, con polemica da parte di chi ha denunciato una presunta cementificazione del Murialdo. Tanto che sono iniziate a circolare anche una serie di angosce e i più pessimisti hanno buttato un occhio al peggio: blocco della pratica e quindi dei lavori a Villanova.

Invece i consiglieri comunali, nella seduta di ieri, hanno dato il proprio nulla osta. Due gli emendamenti che hanno contribuito a spingere la situazione verso una soluzione. Uno fissa una specifica sul massimo ingombro del progetto del Murialdo, stabilendo la possibilità di costruire palazzine sotto i 15 metri di altezza. L’altro fissa l’obbligo al costruttore di trasformare in viale alberato quel tratto di via Marmolada (una via che ancora non esiste) che insiste sulla sua proprietà. Il Comune stesso provvederà a riscattare le altre due particelle in possesso di altrettanti privati per completare la via da aprire al servizio di tutti.

A Villanova possono tirare un sospiro di sollievo, l’inaugurazione della chiesa dovrebbe tenersi nei primi giorni di settembre, subito dopo Santa Rosa.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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