
EDITORIALE – Ci è sembrato di assistere a un remake di “notti magiche”, con tanto di Giannona nazionale che in italiano toscanizzante butta là la strofa che recita “quel sogno che comincia da bambino e che ti porta sempre più lontano. Non è una favola e dagli spogliatoi, escono i ragazzi e siamo noi”. Chiara Frontini ha fatto gol. L’ha buttata nel cuore della città, con un gesto spontaneo e apparentemente semplice: contare da dieci a zero e poi strizzare l’occhio al suo assessore Martinengo (il panzer), che schiaccia il bottone e illumina le mura di Viterbo.
Buie per 800 anni (anche se qualcuno ricorderà l’intervento di Gabbianelli di illuminazione di parte delle mura, che poi i suoi successori hanno fatto spegnere) e illuminate in questo 30 aprile, con tanto di evento che sa di voglia di mettere le cose in chiaro (o in chiara, per gli appassionati dei giochini di parole). Questa sera Frontini e i suoi si sono fusi con la città. E’ come dice la Nannini: “escono i ragazzi e siamo noi”.
Hanno fatto la cosa giusta, il progetto giusto. Hanno illuminato le mura di Viterbo e hanno dato a tutti una roba che paga più del “panem et circenses”, hanno dato bellezza. A piazza Crispi, in questa sera di primavera, ci saranno state 400 persone. Anche cinquecento. E’ tanta roba.
Frontini forse sarà stata fortunata ma ha in mano tutto il PNRR. La sua amministrazione ha gestito e sta gestendo milioni di euro di lavori e quei cantieri, di cui qualcuno si è lamentato per uno scatto di semaforo in più mentre era in auto (Dio perdoni certa petulanza!), termineranno a breve e restituiranno una città migliorata. Non è possibile dire diversamente senza commettere il peccato della bugia. Sarebbe come dire che Giorgia Meloni sta sbagliando la politica estera. E’ una cazzata. E anche se uno magari ha in tasca la tessera firmata dal sempreverde Bonelli non è detto che debba per forza dire che la Meloni sbaglia quando fa bene. La stessa logica vale nella piccola Viterbo. Alla passeggiata abbiamo visto gente di diverso credo politico, che dei partiti (il partito non è mica la mamma) se ne infischia quando vede la bellezza delle mura illuminate. Tutto ci ha fatto pensare a questa sera come una “notte magica” per Chiara Frontini.
L’abbraccio sotto le mura con il suo vice Alfonso Antoniozzi e quest’ultimo ritornato narratore, come ai tempi in cui lanciava la volata dell’allora aspirante e sognante sindaca dai palchi di mezza città, sono segni di un qualcosa. Alcuni pusher locali spingono la chiacchiera che questa sindaca sia cotta, l’amministrazione attuale alla frutta. E’ tipico dei pusher propinare allucinogeni.
Chiacchiere che restano chiacchiere. Intanto, nella notte del 30 aprile viterbese, “quel sogno che comincia da bambina e che ti porta sempre più lontano” di cui canta Nannini riecheggia per Chiara Frontini. E sotto le mura ci sono molti dei suoi. Quelli che avrebbero dovuto crollare perché inesperti e magari più incapaci di chi c’era prima (in una previsione alla Minority Report, senza Tom Cruise). Quelli che però sono ancora lì, con buona pace di chi profetizza da anni il contrario.
Registriamo tutto questo, perché ci sembra ragionevolmente che sia accaduto davvero. Perché certe notti sei sveglio o non sarai sveglio mai e se sei sveglio allora discerni la realtà, lasciando a chi dorme la libertà di sognare quello che più gli piace.


















