La nocciola è una sfida: sabato la conferenza del Biodistretto della via Amerina
Giovane impianto di nocciolo
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Sul tema era intervenuto il presidente Famiano Crucinalli, qualche giorno fa. “La nocciola - aveva detto qui - è una ricchezza per il nostro territorio, ma non può e non deve diventare una dannazione per il territorio e per i nostri cittadini”.

Il Bio–distretto della Via Amerina e delle Forre, i comuni aderenti e AIAB Lazio organizzano una conferenza sabato 22 aprile 2017 alle 9.30 presso la sala consiliare del comune di Vignanello per affrontare tutti gli aspetti del ciclo della nocciola, partendo dalle problematiche produttive a quelle economiche, ai problemi della salute dell’ambiente a quelli che riguardano più direttamente la salute dei produttori agricoli e dei cittadini.

La conferenza, che coinvolgerà molti degli attori qualificati del ciclo produttivo della nocciola provenienti dall’Università della Tuscia, amministratori, associazioni, aziende che producono e trasformano la nocciola e organizzazioni professionali del mondo agricolo, si inserisce in un contesto dove la cultura del nocciolo sta vivendo una congiuntura economica favorevole, spinta soprattutto dall’industria di trasformazione, e che sta causando la conversione di nuove migliaia di ettari di terreno alla coltivazione della nocciola e che interessa in particolarmente l’area pertinente al distretto biologico.

“Nella prima parte della conferenza – spiegano gli organizzatori – verranno presentate le problematiche che incidono sulla salute e sull’ambiente della coltivazione convenzionale delle nocciole, che si basa sull’uso di fitofarmaci e fertilizzanti chimici e le possibili soluzioni produttive e le prospettive di mercato e delle filiere. A conclusione dell’incontro sarà presentato e discusso un piano d’azione proposto dal Bio – distretto della Via Amerina e delle Forre volto allo sviluppo e al rilancio di una coricultura efficiente, economicamente sostenibile e rispettosa della popolazione e dell’ambiente”.

Sul tema era intervenuto il presidente Famiano Crucinelli, qualche giorno fa. “La nocciola – aveva detto qui – è una ricchezza per il nostro territorio, ma non può e non deve diventare una dannazione per il territorio e per i nostri cittadini”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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