La mostra su Publio Muratore approda a Gallese, ampliata
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La mostra che celebra Publio Muratore, l’artista viterbese scampato all’orrore dei campi di concentramento, approda a Gallese, con un ampliamento che ricorda proprio il legami con la cittadina, sua terra natale

La mostra che celebra Publio Muratore, l’artista viterbese scampato all’orrore dei campi di concentramento, approda a Gallese, con un ampliamento che ricorda proprio il legami con la cittadina, sua terra natale. Ad organizzarla è il comune di Gallese in collaborazione con la famiglia di Publio Muratore dal 19 maggio al 10 giugno 2018 al Museo – Centro culturale « Marco Scacchi » di Gallese. 

Un modo per raccontare Publio Muratore attraverso il disegno, “strumento – spiegano gli organizzatori – per fissare su carta le prime impressioni, destinate poi ad essere sviluppate e trasformate per divenire scenografia, affresco, scultura, elemento d’arredo, acquerello, olio. Si intende quindi porre l’accento sul “primato” del disegno in quanto modo espressivo non mediato, in cui l’idea viene trascritta di getto; proprio per questo il disegno permette un contatto con l’universo più intimo dell’artista”.

Oltre la sezione su Gallese, anche quelle Viterbo, Studi, In viaggio, Bozzetti e Trascrivere l’idea: oltre il bozzetto. Patrocinata dalla Regione Lazio e dall’Archivio di Stato di Viterbo, si tratta della seconda esposizione nell’ambito del centenario della nascita di Muratore; la prima, tenutasi all’Ex Mattatoio di Viterbo dal 26 gennaio (data del centenario della nascita) al 18 febbraio 2018, ha costituito la prima occasione in cui è stata presentata al pubblico un’ampia selezione di disegni di Muratore, che vanno dallo studio, al bozzetto, fino alla presentazione del bozzetto accanto all’opera finita. La mostra sarà inaugurata il 19 maggio alle 18:30.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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