La mostra collaterale: nomi sbagliati e testi pieni di errori
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Artisti non pagati, nomi sbagliati e un testo di presentazione con svariati errori grammaticali. È questa la cornice della mostra collaterale di viterbesi scelti dall’Anonima Talenti affiancata a “1915-2015 Tra forma e segno” all’ex Mattatoio di Viterbo e inaugurata ieri.

Nomi sbagliati e un testo di presentazione con svariati errori grammaticali. È questa la cornice della mostra collaterale di viterbesi scelti dall’Anonima Talenti affiancata a “1915-2015 Tra forma e segno” all’ex Mattatoio di Viterbo e inaugurata ieri. Il tempo per organizzarla, come si sa (qui), non è stato tanto visto che la mostra è stata approvata il 10 marzo, presentata alla stampa il 14 e inaugurata il 18. Una fretta che ha portato a qualche inconveniente. Innanzitutto il tema della mostra, ovvero la mancanza di una ricerca vera e propria. L’unico legame tra le opere infatti è legato alla viterbesità degli artisti, alcuni tra l’altro di importazione. D’altronde tempo per realizzare altro non ce n’era, essendo stato fatto tutto, non si è capito perché, in fretta e furia. Ma se il sindaco Leonardo Michelini pensa che nessun viterbese avrebbe potuto realizzare una mostra del tenore di Tra forma e segno (qui), quanto meno poteva scegliere di affidare il lavoro della mostra collaterale a un viterbese, magari selezionato tramite una procedura pubblica, anche perché qualcuno in grado di farlo c’è eccome. Non solo.

Ma non è solo la mancanza di un tema a stupire, a stupire è anche l’approssimazione che emerge dal testo di presentazione della mostra Contemporanea\Contemporanei esposto lì in bella vista all’ingresso della stessa. Pieno di errori sintattici e grammaticali, di battiture fuori posto e con i nomi degli artisti sbagliati e scritti in minuscolo. Un testo, tra l’altro criptico, che era già stato fatto girare come comunicato stampa, con gli stessi errori. Di certo non una bella immagine, che speriamo non trovi seguito nel catalogo della mostra, ancora non disponibile perché in stampa.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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