La mossa di Laura
Laura Allegrini
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Un bye-bye molto inglese, che suona sulle corde di un arrivederci e non certo di un addio. Laura si è tolta da un consiglio comunale dove era diventata sempre più voce di opposizione semi-solitaria. Si è sfilata da un contesto che poco la valorizzava e che rischiava di bollirla poco a poco, come si fa con le rane. Cosa farà alla Fondazione Vulci lo scopriremo solo vivendo ma da quel ruolo, siamo pronti a scommettere, sarà capace di costruire un trampolino di rilancio, reale e mediatico, della sua immagine.

VITERBO – Laura non c’è, è andata via. Così Palazzo dei Priori perde “un big” storico della politica locale. Perde esperienza, competenza, visione consapevole e anche una rete di relazioni che ogni essere umano si porta dietro e che può essere di maggiore o minore qualità da individuo a individuo.

Laura se n’è andata. Senza rumore alcuno, come sempre dovrebbe essere, ha salutato (con garbo) tutti e ora siede sulla presidenza della Fondazione Vulci. Ma non ci troviamo davanti a qualcosa che è semplicemente capitato. Lo stolto potrebbe leggerla così: ha avuto un’occasione migliore e ci si è fiondata. Lo stolto potrebbe pensarla così e chi della psicologia di questa donna poco ha compreso, nonostante i molti anni di esposizione pubblica della stessa. Ci troviamo davanti non a un intreccio di destini o a un castello di destini incrociati, per dirla con Calvino. Quella a cui abbiamo assistito nelle ultime ore è “la mossa di Laura”.

Un bye-bye molto inglese, che suona sulle corde di un arrivederci e non certo di un addio. Laura si è tolta da un consiglio comunale dove era diventata sempre più voce di opposizione semi-solitaria. Si è sfilata da un contesto che poco la valorizzava e che rischiava di bollirla poco a poco, come si fa con le rane. Cosa farà alla Fondazione Vulci lo scopriremo solo vivendo ma da quel ruolo, siamo pronti a scommettere, sarà capace di costruire un trampolino di rilancio, reale e mediatico, della sua immagine.

Da non dimenticare mai che oggi le donne che si fanno largo in politica sembrano un qualcosa di normale. Fantastico quanto accaduto recentemente con Frontini e Sberna. Ma Laura era lì, sugli scranni più alti, quando era obiettivamente più complicato. Ora Laura non c’è, ora Laura è andata via da Palazzo dei Priori. Ma domani?

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Angel porta un messaggio divino fra gli uomini, che non lo capiscono; o lo capiscono troppo tardi. Non lo hanno capito neppure a Radio1 Plot Machine…
Un uomo che ha capito che tutto il successo del mondo non vale quanto la possibilità di riposare all'ombra di un castagno che hai piantato con le tue mani.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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