
VITERBO – Laura non c’è, è andata via. Così Palazzo dei Priori perde “un big” storico della politica locale. Perde esperienza, competenza, visione consapevole e anche una rete di relazioni che ogni essere umano si porta dietro e che può essere di maggiore o minore qualità da individuo a individuo.
Laura se n’è andata. Senza rumore alcuno, come sempre dovrebbe essere, ha salutato (con garbo) tutti e ora siede sulla presidenza della Fondazione Vulci. Ma non ci troviamo davanti a qualcosa che è semplicemente capitato. Lo stolto potrebbe leggerla così: ha avuto un’occasione migliore e ci si è fiondata. Lo stolto potrebbe pensarla così e chi della psicologia di questa donna poco ha compreso, nonostante i molti anni di esposizione pubblica della stessa. Ci troviamo davanti non a un intreccio di destini o a un castello di destini incrociati, per dirla con Calvino. Quella a cui abbiamo assistito nelle ultime ore è “la mossa di Laura”.
Un bye-bye molto inglese, che suona sulle corde di un arrivederci e non certo di un addio. Laura si è tolta da un consiglio comunale dove era diventata sempre più voce di opposizione semi-solitaria. Si è sfilata da un contesto che poco la valorizzava e che rischiava di bollirla poco a poco, come si fa con le rane. Cosa farà alla Fondazione Vulci lo scopriremo solo vivendo ma da quel ruolo, siamo pronti a scommettere, sarà capace di costruire un trampolino di rilancio, reale e mediatico, della sua immagine.
Da non dimenticare mai che oggi le donne che si fanno largo in politica sembrano un qualcosa di normale. Fantastico quanto accaduto recentemente con Frontini e Sberna. Ma Laura era lì, sugli scranni più alti, quando era obiettivamente più complicato. Ora Laura non c’è, ora Laura è andata via da Palazzo dei Priori. Ma domani?

















