La mossa del cavallo di Umbero Fusco, lascia Forza Italia e torna sul Carroccio
Fusco
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VITERBO - Il patriarca dei leghismi in terra di Tuscia, dopo qualche mese in Forza Italia fa una bella mossa del cavallo e torna sul Carroccio del vincitore (il generale Vannacci).

VITERBO – Più che ‘Noi con Salvini’ è un ‘Noi con Vannacci’, quello di Umberto Fusco. Il patriarca dei leghismi in terra di Tuscia, dopo qualche mese in Forza Italia fa una bella mossa del cavallo e torna sul Carroccio del vincitore (il generale Vannacci).

“Dopo un’accurata riflessione intendo dare evidenza che a partire dallo scorso 21 maggio 2024 si è interrotto il mio impegno politico in Forza Italia, partito del centrodestra in cui ho scelto di militare, seppur per breve tempo. Ringrazio i dirigenti del partito per la stima dimostratami in questi mesi e per avermi accolto in un consesso che anche nelle ultime elezioni ha manifestato il suo radicamento e la sua vitalità nell’intero Paese.

In coerenza, però, con il progetto politico nato con il Generale Roberto Vannacci, eletto come indipendente nelle file della Lega, per il quale mi sono speso con l’istituzione del suo comitato elettorale nella Tuscia e col quale continuerò a collaborare, ritengo doveroso lasciare il partito di FI a cui auguro comunque un futuro di crescita”. Queste le parole di Fusco affidate a una nota stampa. 

Gli Stati Generali La Fune
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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