La minoranza chiede la sfiducia di Meroi
Consiglio provinciale
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Continua l'incredibile avventura della Provincia di Viterbo. Ora il Pd presenta una mozione di sfiducia per il presidente Meroi.

Spumeggiante Palazzo Gentili. E’ tutto così imprevedibile e pieno d’emozione in via Saffi, per gli addetti ai lavori visto che il resto dei cittadini guarda schifato a questo spettacolo, che quasi ci scende una lacrima nel pensare che le Province saranno chiuse da qui a breve. Il colpo di teatro, quello delle 18, arriva questa volta dalla minoranza. La maggioranza di Marcello Meroi infatti non sa più come stupire e arriva in soccorso, per cercare di tenere alto lo share, il Partito Democratico  & Co.

Ed è così che è arrivata sulla scrivania del presidente Meroi e del presidente del consiglio Francesco Bigiotti la mozione di sfiducia della minoranza. Firmata da tutti i consiglieri con l’eccezione di Bengasi Battisti.

IL TESTO DELLA MOZIONE DI SFIDUCIA

“I consiglieri di minoranza di fronte all’ennesima fase caratterizzata dall’incapacità di garantire un normale percorso di governo per questi territori; di fronte ad una amministrazione ostaggio perenne delle contraddizioni e dei veti incrociati figli del ‘peccato originale’ rispetto al quale ha preso forma l’attuale compagine di governo; visto l’operato di questa maggioranza sempre più ispirato a un gioco al massacro in cui vengono seminate incertezze e inscenati spettacoli indecorosi; visto che in una fase così delicata dal punto di vista economico e sociale ben altre sarebbero dovute essere le valutazioni e le scelte conseguenti che ci avrebbero visti impegnati responsabilmente nell’affrontare in Consiglio le questioni più significative (precari, ambiente, viabilità, edilizia scolastica); ritenuta oltremodo dannosa per la Tuscia la presenza di una maggioranza che – a detta dello stesso Presidente Meroi – risulta essere ‘implosa’. Formalizzano la presente mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Provincia Marcello Meroi”.

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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