La minoranza all’attacco di Ciorba: “Non è superpartes, suo incarico nel segno di Fioroni”
Ciorba
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“I suoi atteggiamenti ed i suoi metodi non rispettano la dignità ed i diritti dei consiglieri che invece lui dovrebbe tutelare, dimostrando peraltro tutta la sua faziosità politica, basti pensare all’ultima la sua personale figuraccia sulla gestione della questione decadenza Moltoni”.

La minoranza di Consiglio attacca Marco Ciorba. Il presidente del Consiglio è stato recentemente protagonista di una violenta lite mezzo stampa con il consigliere di maggioranza Marco Volpi. Una lite che ha lasciato il segno perché innescata proprio da Ciorba. Una discussione che “dimostra – scrivono i consiglieri di minoranza, ad esclusione dei 5 stelle – un modus operandi del Presidente del Consiglio discutibile da quando si è insediato e sicuramente non confacente il ruolo istituzionale che dovrebbe svolgere superpartes.

I consiglieri parlano di “inadeguatezza delle azioni del Presidente del Consiglio” e ricalcano e parole di Marco Volpi: “I suoi atteggiamenti ed i suoi metodi non rispettano la dignità ed i diritti dei consiglieri che invece lui dovrebbe tutelare, dimostrando peraltro tutta la sua faziosità politica, basti pensare all’ultima la sua personale figuraccia sulla gestione della questione decadenza Moltoni”.

Presidente inadeguato, secondo Fondazione, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Gal, Viterbo 2020 e Conservatori e Riformisti, e “non idoneo al ruolo istituzionale di rappresentanza e tutela del Consiglio Comunale. Il suo incarico è nato per mano di Fioroni e prosegue nel suo segno. È chiaro che la sua credibilità e la sua autorità è venuta meno in tante occasioni, ma noi consiglieri comunali di opposizione sappiamo difenderci e tutelarci da soli e meno male che anche i colleghi di maggioranza iniziano ad aprire gli occhi, meglio tardi che mai”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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