"La mia Francigena", finalmente disponibile il libro dedicato a Andrea Arena
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Andrea Arena manca a tutti. Ai colleghi, agli amici, alla famiglia, a chi lo conosceva solo attraverso le sue parole, a chi aveva incrociato il suo sguardo gentile e arguto anche solo poche volte. 

Andrea Arena manca a tutti. Ai colleghi, agli amici, alla famiglia, a chi lo conosceva solo attraverso le sue parole, a chi aveva incrociato il suo sguardo gentile e arguto anche solo poche volte. 

Stefano Mecorio, “giornalista pentito” come lui stesso si definisce, dedica il suo libro “La mia Francigena, due scarpe e una borraccia da Proceno a Monterosi” ad Andrea che aveva nel cassetto proprio questo sogno. Il libro è in questi giorni disponibile in libreria e in tutti gli store online.

10 tappe, 140.7 chilometri, 177.936 passi racchiusi in quasi novanta pagine. Una guida leggera, senza fronzoli, una piccola testimonianza del cammino di Stefano Mecorio e del padre Dario per fermare sulla strada i pensieri di Andrea scomparso prematuramente a Gennaio.

Siamo tutti sicuri che Andrea da lassù è stato felice di tutto questo.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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