La 'Maremma' rivive all'interno di Spazio San Lorenzo
Foto Maremma Terra Nostra mostra
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VITERBO - Sabato 10 giugno, ore 18, l'inaugurazione della mostra 'Maremma Terra Nostra' all'interno dello Spazio San Lorenzo. 'Maremma Terra Nostra' mette in luce lo sguardo di due artisti: Francesco Narduzzi e Virginie Simon; e di uno scrittor: Emiliano Macchioni; sulla terra e sull’identità del Lazio.

VITERBO – Sabato 10 giugno, ore 18, l’inaugurazione della mostra ‘Maremma Terra Nostra’ all’interno dello Spazio San Lorenzo. ‘Maremma Terra Nostra’ mette in luce lo sguardo di due artisti: Francesco Narduzzi e Virginie Simon; e di uno scrittor: Emiliano Macchioni; sulla terra e sull’identità del Lazio.

Ognuno a modo suo esprime i valori fondamentali della terra ancestrale del Lazio e
mette in evidenza il patrimonio culturale della regione, la sua storia, la vita agricola e la
fa irradiare in Europa.

Da oltre 60 anni, il lavoro di Francesco Narduzzi si ispira alla Maremma, l’antica terra degli
Etruschi. La radice terrestre della sua opera si sublima in un linguaggio che esprime, con la semplicità degli elementi, non solo l’estetica, ma anche un’arte che si fonde con il territorio e di
esso racconta la sua personale storia, restituendo una chiave alfabetica, che diventa lasciapassare per un mondo altro, costantemente e coerentemente nostro.

L’artista Virginie Simon, le cui opere sono ispirate anche alla campagna di Monte Romano, ritiene che l’incontro con l’artista Francesco Narduzzi sia stato uno dei momenti fondanti della sua creazione artistica. Opere che partono dalla ricerca paleografica sugli affreschi della necropoli di Tarquinia.

L’ispirazione alla terra di Maremma e la grande attenzione alla scelta dei materiali, portano a queste opere un nuovo respiro sul mondo antico e rurale di questa regione. La materia primitiva diventa elegante attraverso i colori, l’aggiunta di mosaici etruschi e i fili d’argento
ricamati sui teli di lino centenari.

 

Lo Spazio San Lorenzo

Lo spazio d’arte contemporanea via San Lorenzo è uno spazio effimero. Aprirà le sue porte per ospitare le opere degli artisti da sabato 10 a venerdì 30 giugno 2023. È stato creato specificamente per valorizzare il patrimonio culturale della regione Lazio e per promuoverne la cultura. Questo spazio diventa così un luogo unico nel quale il pubblico, gli amanti dell’arte e i collezionisti incontreranno le opere di Francesco Narduzzi e Virginie Simon. Valorizzando l’identità regionale del Lazio, questa mostra vuole trasmettere una cultura
ancora viva.

La mostra ‘Maremma Terra Nostra’

Maremma, antica terra degli Etruschi. Terra di artisti come Francesco Narduzzi, che hanno fatto di essa un concetto, una forma dello spirito. Artisti che hanno scelto la terra come primario elemento: lino, fiscoli, canapa, sacchi di farina e frumento, legno, tufo, nenfro ed altre pietre vulcaniche, pietra delle necropoli su cui questi sciamani hanno inciso alfabeti magici.

Dall’arte di Narduzzi e dalla Maremma, nasce la Mostra Parcelles dell’artista francese Virginie Simon, da un’idea nata nel 2000 nella campagna di Monte Romano. Opere che partono da una ricerca paleografica sugli affreschi della necropoli di Tarquinia, con una
grande attenzione alla scelta dei materiali: i supporti di lino delle tele provengono dalle donne di Monte Romano; ci sono tovaglie e lenzuola cucite a mano che hanno più di cent’anni. I colori sono stati realizzati con pigmenti locali per riflettere al meglio l’anima di questa terra: il rosa–verde delle olive che evoca il lavoro agricolo, il materiale viene lavorato come l’aratro che traccia i solchi dei campi o lo scalpello che incide nel tufo alfabeti segreti. Materia primitiva che si fa elegante grazie all’incisione, a colori più tenui, all’aggiunta di mosaici etruschi o a fili d’argento. Come negli affreschi delle necropoli di Tarquinia una luce di colori vivi ingentilisce l’aspetto primordiale della Maremma. 

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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