
IL CORNER DEL PROFESSORE – Leggo sui giornali polemiche sul Carnevale. Cosa vi da fastidio? Che i bambini si divertano? Addirittura lamenti sulla vittoria di premi. Cosa c’è che non va, non volete vedere Viterbo sui giornali nazionali o nelle premiazioni? Come pensate che si faccia la promozione? Ogni numero in crescita viene sempre accompagnato da fiumi di commenti in negativo.
Si accendono le luci delle torri lungo le mura e non si riesce a esserne semplicemente felici. Non è lontana dalla mia memoria la pessima performance ai 4 ristoranti. Vi ricordate che figuraccia? Epica. In risposta ricordo di avere scritto l’articolo “Viterbesi Grezzi ed invidiosi” letto da più di 140.000 persone. Il numero è importante per quantificare quanti di noi pensano che, in effetti, siamo grezzi e invidiosi. Ovviamente è meglio non citare i canali social. La cosa che non riesco a condividere è l’autolesionismo. Nessuno proclama, afferma o semplicemente dice che a Viterbo vada tutto bene ma dover parlare sempre e solo di quello che non funziona mi sembra stupido.
Però qualcosa è successo negli ultimi 10 anni, anzi, moltissimo. Certo la pandemia mondiale ha dato un grande scossone ma dalla tragedia è scaturito qualcosa in Tuscia. Le evidenze più marcate, sotto gli occhi di tutti, sono in provincia. Civita di Bagnoregio, il sacro Bosco di Bomarzo, il palazzo Farnese di Caprarola sono state affiancate da nuove realtà emergenti: Vitorchiano e Vignanello tra i borghi più belli d’Italia; eventi acquistano sempre più notorietà.
Attività e festival di fiori diventano appuntamenti importanti e piccoli borghi si affermano come destinazioni turistiche; mari laghi e montagne attirano sempre più turisti. La Galassia Tuscia si è formata e splende di luce propria. Per citare le parole del segretario generale della Camera di Commercio di Viterbo, il mio amico Francesco Mozillo :”Ormai ovunque in Italia tutti conoscono Viterbo e la Tuscia”. E a Viterbo che si fa? Ci si lamenta di tutto.
Intanto onore a Lucio Matteucci per il Carnevale che regala momenti magici ai bambini di tutte le età. Ovviamente anche a tutti i presidenti di associazioni e gruppi di volontariato che fanno molto, spesso nell’oscurità, senza riconoscimenti e mettendoci di proprio. Il calendario di evento a Viterbo è ricco. Benissimo, avanti tutta.
Ma in queste righe voglio concentrarmi su altro. Dalle parole del giovane sindaco di Bagnoregio, Luca Profili, che ho intervistato mercoledì 18 feb 2026 in diretta su @lafune e @tusciainfiore, nasce forte la voglia di “Brand Tuscia”. Hallelujah. Sono 10 anni che dico che la Tuscia si vende Viterbo no. Col professor Chiossi abbiamo creato Tuscia in Fiore per la valorizzazione delle eccellenze della terra nascosta tra Roma e Toscana, il Villaggio Tuscia per la presentazione dei prodotti dell’agricoltura, le tante attività sui canali sociale per la informazione non filtrata ma sopratutto per la presentazione di tutta la Tuscia anche con rubriche solo in lingua.
Finalmente nasce dal territorio steso la voglia di fare Tuscia. Oggi solo ho ricevuto telefonate che fanno eco al sindaco del miracolo Civita. Benissimo. Proviamo a canalizzare e non lasciar cadere anche questa opportunità. Dobbiamo imparare a parlare all’unisono. Ad esempio “Il segreto meglio custodito in Italia: Tuscia”. Oppure :”La Tuscia, la terra nascosta tra Roma e Toscana”.
Le circa 200.000 persone che visitano il sacro bosco di Bomarzo debbono almeno venire a conoscenza che a pochi chilometri c’è una galassia da scoprire che brilla di luce propria. Le centinaia di miglia di persone che vanno al regno di Babbo Natale di Vetralla o a Civita di Bagnoregio debbono sapere che con solo qualche minuto di macchina possono scoprire gioielli nascosti. Chi passa dalla Francigena deve avere motivi per tornare con famiglie e amici. La mia ricetta è facilissima: mettiamoci d’accordo su una frase identitaria ed iniziamo a mettere grossi cartelli nelle destinazioni che dicano la frase e che presentino gli altri angoli nascosti.
Per essere pratici, ogni comune si autofinanzia i cartelli che gli altri comuni accettano di ospitare in posizioni di altissima visibilità. Guardate un esempio realizzato da Tuscia Fotografia del mio amico Maurizio Di Giovancarlo (qui). Non è difficile ma forse dovremmo avere tutti l’intelligenza o di lasciar fare ad altri o di imparare dall’esempio altrui. Purtroppo l’umiltà non è di casa a Viterbo.


















