La magia del 3 settembre, quando l'attesa trasforma le fontane in hotel a 5 stelle
Attesa Macchina 03
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Ogni viterbese, grande piccolo o piccolissimo, sa che dietro l’espressione “dopo Santa Rosa” si cela una grande magia. Proprio quella magia che si rivela ogni 3 settembre sotto il cielo stellato di un’estate che sta per finire, lungo le vie di una città che, tutto l’anno, aspetta quella notte.

Ogni viterbese, grande piccolo o piccolissimo, sa che dietro l’espressione “dopo Santa Rosa” si cela una grande magia. Proprio quella magia che si rivela ogni 3 settembre sotto il cielo stellato di un’estate che sta per finire, lungo le vie di una città che, tutto l’anno, aspetta quella notte.

Il Trasporto della Macchina di Santa Rosa è l’appuntamento a cui ogni viterbese (anche i più scettici diciamo la verità) non vuole rinunciare: 100 uomini vestiti di bianco con una fascia rossa intorno alla vita portano a spalla una grande torre candida, con in cima una piccola santa che tutto l’anno veglia sulle nostre vite.

Inutile dire che non si tiene a questa festa o che ci si tiene molto poco, quella sera fuori e dentro le mura siamo tutti con il naso all’insù, in attesa che passi Rosina avvolta dalla luce che la sua Macchina emana.

Già da molte settimane prima, la città si prepara al grande evento come quella sposa che sceglie il vestito per il suo giorno più bello, il giorno in cui la vedranno tutti e tutti la guarderanno come se fosse la prima volta. Viterbo e i viterbesi aspettano il 3 settembre con trepidazione e trasporto e vedono in quella serata la celebrazione della Santa che più di tutte si sente vicina e che più di tutte si invoca durante l’anno.

L’età dell’adolescenza è sicuramente quella che rende la festa un’occasione unica: panini, sacchi a pelo, vecchie coperte e via a passare la notte prima del Trasporto sulle fontane, che diventano per quella notte un hotel a 5 stelle.

Intanto le vie principali della città si popolano di sedie e piccoli sgabelli che assicurano un posto in prima fila nei punti strategici “dove sembra quasi di poter toccare la Macchina”. Le finestre diventano mille occhi colorati con all’esterno le bandiere del Sodalizio che sventolano fiere, l’aria profuma di zucchero filato e di trepidante attesa. Chi ha la fortuna di potersi godere lo spettacolo dall’alto su qualche balcone o finestra che affaccia sul percorso, è come se avesse per le mani un piccolo tesoro che mostra fiero alle persone che, sotto di lui, piccole piccole si stringono in strada, un luogo privilegiato per godersi una Viterbo in festa e unita come mai.

Alle 21 del 3 settembre si spengono le luci in tutta la città, nemmeno una minuscola lampadina dentro qualche casa ha il permesso di restare accesa. L’unica luce che cammina e rende omaggio a Viterbo è quella di Santa Rosa che rinnova la sua benedizione di anno in anno e che procede fiera verso il Monastero portata a spalla dai suoi 100 eroi.

“Semo tutti n’sentimento”, si sente gridare per le strade ed è proprio questa la formula che ricorda a tutti i viterbesi che condividere è la chiave di una vita serena. Che sia una festa, uno sgabello lungo il percorso, un pezzo di pizza o qualcosa di diverso durante l’anno, sempre sotto lo sguardo di Rosa.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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