La maggioranza ricomincia a litigare: su Quintarelli la spaccatura è netta
Treta
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Il nodo, ormai inutile nasconderlo, è quello delle elezioni provinciali. Se c’è chi sminuisce, come Paolo Simoni e Livio Treta, c’è invece chi lo sottolinea, come Marco Volpi. Ovviamente le verità sono diverse dai vari punti di vista dai quali si guarda la vicenda.

Su Quintarelli assessore la maggioranza si sta spaccando: è questione di tempi più che di nome. C’è chi lo vuole assessore subito e c’è chi lo vuole assessore a fine luglio. C’è chi dice che l’assessore ha senso solamente ora, e chi invece il senso glielo darebbe anche tra due mesi. La maggioranza uscita riunita e sorridente dallo strappo di Viva Viterbo, è sempre più tesa e l’impressione è che presto si possa arrivare allo scontro in vista del rimpasto.

Il nodo, ormai inutile nasconderlo, è quello delle elezioni provinciali. Se c’è chi sminuisce, come Paolo Simoni e Livio Treta, c’è invece chi lo sottolinea, come Marco Volpi. Ovviamente le verità sono diverse dai vari punti di vista dai quali si guarda la vicenda.

I popolari, appunto Simoni e Treta, spingono affinché Mario Quintarelli accetti subito l’incarico che gli ha proposto il sindaco Leonardo Michelini, “perché aspettare fino a fine luglio – spiega Paolo Simoni – non serve a niente. L’assessorato o si fa ora o sennò è inutile”. “Non ha senso aspettare le provinciali – aggiunge Livio Treta – anche perché gli equilibri non cambiano di tanto”. Di parere opposto è Marco Volpi, serra-panunziano. “È giusto – dice – che Mario Quintarelli prenda i suoi tempi. Deciderà lui e penso che voglia aspettare le elezioni provinciali”.

Ma a questa lettura sulle strategie in vista delle elezioni provinciali (previste per fine luglio), se ne aggiunge un’altra. A proporla è ancora Livio Treta che rimanda ai “piani alti”: “Probabilmente – dice – Mario Quintarelli non ha avuto ancora il via libera per accettare il mandato”. Insomma ci sarebbero delle trattative a livello di capi-fazione in casa Pd che non permettono di sbloccare la situazione. Altroché pace.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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